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8 Maggio 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Ritrovato il tesoro di Ostia Antica
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L´hanno preso di notte, lungo una delle recinzioni degli scavi di Ostia Antica, mentre spingeva un carrettino con un´ara funeraria della Roma imperiale. «Dotto´, l´ho trovata qui per strada ha detto E che ne so io chi ce l´ha lasciata?». Quando, mercoledì scorso, la Guardia di Finanza, ha acciuffato David V., 45 anni, pensava solo di aver messo le mani su uno dei tanti "tombaroli" che da anni volteggiano come condor sulle rovine lungo la via del Mare. Ma dopo averne perquisito la casa, a Fiumicino paese, la vicenda ha preso tutta un´altra piega. C´erano anfore, busti, monete, frammenti di affreschi, monili: un tesoro. Destinato a chi? Per quanti soldi? Attraverso quali "canali"?

David V., sposato, con figli, è stato denunciato (non arrestato) per violazione delle leggi che tutelano il patrimonio artistico nazionale. Ma le indagini, visti il numero e il valore degli oggetti scoperti nella sua abitazione, puntano decisamente più in alto. Il comando provinciale della Guardia di Finanza non esclude che l´uomo, ufficialmente disoccupato, facesse da tramite per una rete di collezionisti di opere rubate e che anche lui fosse un appassionato. Uno, insomma, che teneva qualcosa per sé.

L´area di Ostia Antica, da sempre nel mirino dei "tombaroli", con migliaia e migliaia di reperti mai catalogati, era da tempo sorvegliata dalla Guardia di Finanza. Gli uomini della tenenza di Fiumicino, al comando del tenente Marco Volpe, e quelli del II Gruppo Roma, guidato dal tenente colonnello Francesco Tudisco, hanno sorpreso David V. nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. L´ara funeraria, sequestrata, è stata esaminata dalla Soprintendeza ai Beni Archeologici di Roma. «L´urna è stato il responso degli esperti, dopo l´esame delle iscrizioni funerarie accoglieva le spoglie mortali di personaggi influenti dell´epoca dell´imperatore Augusto».

Il "disoccupato" di Fiumicino, dopo averla trafugata (era ancora sporca di fango) stava probabilmente per caricarla su una macchina. L´oggetto risalirebbe al I-II secolo d.C.. Ma la sorpresa è arrivata dalla perquisizione a casa di David V. C´era, secondo il rapporto della Finanza, anche un laboratorio per il restauro dei reperti. Oltre al resto: le monete, circa 200, d´oro e d´argento, le anfore romane ed etrusche altre decine di oggetti d´epoca repubblicana. L´uomo, secondo gli uomini delle Fiamme Gialle, è a sua volta un collezionista. «Si tratta ora di capire dicono al comando provinciale come e attraverso chi tutti questi oggetti, circa cinquecento pezzi, venissero destinati al mercato nero».

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