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1 Maggio 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Quando Treia celebrava gli antichi culti egiziani
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TREIA - Tremila anni di storia nei locali di viale Nazario Sauro che ospitano il Museo civico Archeologico appena inaugurato. Tra i pezzi più preziosi le statue di culto egizie, tra cui quella di Serapide, e altri frammenti di grandissimo valore testimonianza della Treia romana del primo secolo avanti Cristo. Ma, come ha detto Giuliano De Marinis, soprintendente ai beni archeologici delle Marche, un museo, oltre ad essere inaugurato, deve anche vivere e per questo l'Amministrazione Comunale ha, in itinere, progetti legati soprattutto alla multimedialità per rendere questo contenitore ancora più piacevole e far rivivere al visitatore in qualche modo l'atmosfera di quei secoli.

Un museo, sottolinea il sindaco Capponi, destinato principalmente ai treiesi che, nei quattro giorni di apertura settimanale, potranno contare su visite guidate e gratuite, per andare alla scoperta della loro memoria storica, delle loro origini. «Siamo passati da un piccolo antiquarium nel palazzo municipale ha detto ancora Capponi ad un vero e proprio museo grazie alla opportunità di ricorrere ai finanziamenti della Regione attraverso i fondi della Comunità europea».

A Treia durante il periodo imperiale c'era un importante tempio di culti egizi che sorgeva nel pianoro attualmente occupato dal Santuario del SS.Crocefisso, «uno dei più ricchi del medio versante Adriatico ha spiegato la professoressa Capriotti Vittozzi dell'Università di Roma Tre e molti di quei reperti rappresentano un inestimabile patrimonio probabilmente ancora, almeno in parte, da scoprire». La storia archeologica di Treia, insomma, è ancora da completare, magari ricorrendo a nuove e più approfondite ricerche. Non si esclude perciò che il Museo Civico Archeologico possa presto arricchirsi di nuove, preziose testimonianze.