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17 Marzo 2004 ARCHEOLOGIA
Il Gazzettino Online
Ridisegnata la mappa della storia
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Aquileia - L'Associazione nazionale per Aquileia ha presentato a Udine il volume "Nuova pianta archeologica di Aquileia", di Luisa Bertacchi. Per la realizzazione dell'opera l'archeologa si è avvalsa della collaborazione tecnica del geometra Francesco Luigiano, che ha disegnato le piante. L'opera è frutto di una vita spesa generosamente lungo un arco di oltre trent'anni, con competenza profonda e passione priva di cedimenti, per la conoscenza di Aquileia antica; un'opera di fondamentale importanza per tutti coloro che studiano e studieranno la città romana.

Bastano i numeri per dire sinteticamente qual è lo spessore scientifico: 47 pagine di testo sintetizzano con chiarezza la storia, la topografia e l' urbanistica; 27 pagine di bibliografia citano gli studi dal 1853 ad oggi; 4 tavole rappresentano il territorio di Aquileia (da Palmanova a Grado, da San Giorgio di Nogaro all'Isonzo), le fasi storiche delle fortificazioni e le aree di abitazione; e infine l'assieme delle 48 tavole con le indicazioni dettagliate dei siti e monumenti scoperti, visibili e non.

Rispetto all'ultima pianta, pubblicata nel 1980 dalla stessa Bertacchi, questa è senz'altro più completa e precisa e presenta delle novità. Si segnala, ad esempio, la diversa datazione delle cinte murarie tardoantiche; riguardo alle mura a dente di sega, l'archeologa sottolinea che si tratta di «mura sostanzialmente integre e perfettamente databili; è una cosa che qui proponiamo per la prima volta e che ci pare straordinariamente importante».

Nella pianta sono indicate anche le ubicazioni del foro primitivo e del teatro, collegati fra loro da un doppio porticato, e dei saepta (II secolo avanti Cristo), cioè la sede dei comizi (per le votazioni e le spoglio delle schede elettorali) e del tribunale, prima che venisse spostato nella basilica forense. L'archeologa, inoltre, dà notizia dei grandi lavori che nel corso del tempo hanno variato gli aspetti e i livelli primitivi del territorio urbano ed extraurbano, «affinché gli scavatori futuri abbiano notizia su quanto si troveranno davanti».

Luisa Bertacchi ha raggiunto a 80 anni (compiuti lunedì scorso) l'apice di una lunga, luminosa e invidiabile carriera, iniziata con la laurea in Lettere (tesi in Archeologia e storia dell'arte greca e romana) all'Università di Trieste nel 1949. Nel 1958 ottenne il diploma della Scuola di perfezionamento in archeologia di Roma. Dal 1959 al 1989 ha diretto i Musei e gli scavi di Aquileia e del suo circondario (per tutto il 1986 è stata anche reggente della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia).

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti da istituzioni scientifiche italiane e straniere, è conservatrice onoraria del Museo di Aquileia e opera nell'Associazione nazionale per Aquileia, di cui è segretaria dal 1987. Come membra della Commissione edilizia del Comune (dal 1981) si è prodigata per la salvaguardia del patrimonio archeologico e monumentale di Aquileia, mantenendo fede costantemente a ciò che Giovanni Battista Brusin le scrisse un giorno come dedica su un suo saggio: che era una «strenua tutrice delle memorie archeologiche di Aquileia».