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10 Marzo 2004 ARCHEOLOGIA
Le Scienze
Il più antico antenato dell'uomo
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Un primate vissuto quasi sei milioni di anni fa, privo di canini appuntiti per il combattimento, potrebbe essere stata la prima creatura pre-umana a essersi separata dalla linea evolutiva delle scimmie. È quanto sostengono alcuni ricercatori, secondo i quali la creatura potrebbe fornire indizi sull'aspetto dell'antenato comune di uomini e scimpanzé.

I resti fossili erano stati trovati in Etiopia tre anni fa, ed erano stati classificati come una sottospecie di Ardipithecus ramidus, un ominide già noto. Ma nuovi studi e la scoperta di altri denti hanno suggerito agli scienziati di riclassificare il gruppo di ominidi come una specie distinta, battezzata Ardipithecus kadabba.

"Questa creatura - spiega Yohannes Haile-Selassie, curatore di antropologia al Museo di Storia Naturale di Cleveland - potrebbe essere stata la prima specie del ramo umano dell'albero genealogico subito dopo la separazione evolutiva fra le linee che hanno condotto ai moderni scimpanzé e agli esseri umani". In un articolo pubblicato sul numero del 5 marzo della rivista "Science", il ricercatore e il suo team scrivono che l'ultimo antenato comune di uomini e scimpanzé possedeva lunghi canini che usava per combattere e che gli scimpanzé, a differenza degli esseri umani, hanno ancora oggi.

I ricercatori hanno trovato i fossili di almeno cinque individui che un tempo vivevano in un ambiente boschivo in quella che oggi è una regione arida e rocciosa dell'Etiopia. I resti sono sufficienti a determinare che si trattava di un ominide eretto, quasi delle dimensioni di uno scimpanzé, vissuto fra 5, 2 e 5, 8 milioni di anni fa.

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