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9 Marzo 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Scavi in Sabina, tornano alla luce le antiche tombe
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Presentati la scorsa settimana, presso la sala conferenze dell'Area di ricerca Roma 1 del Cnr di Montelibretti, i risultati dell'ultima campagna di scavi archeologici realizzati nella necropoli sabina di Colle del Forno. Erano presenti la dottoressa Paola Santoro, direttrice del museo civico di Magliano Sabino e ricercatrice CNR, Enrico Bonelli dell'ISCIMA (Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo), Salvatore Piro dell'ITABC (Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali) e il sindaco di Fara, Tersilio Leggio.

«L'attività si è svolta in due campagne separate, ha detto la dottoressa Santoro, nei mesi di luglio e settembre 2003, e si è valsa della collaborazione del Comune e del Museo civico di Fara ed è stata condotta dagli studenti di archeologia di diverse università italiane quali Pisa, Firenze, Siena, Napoli, Ravenna e Macerata."

Gli scavi hanno portato alla luce cinque tombe intatte del V -IV sec a.C. di cui due a fossa e tre a camera, costituite cioè da un corridoio d'accesso, dromos, e da un ambiente sepolcrale con loculi sulle pareti. In quest'ultima tipologia le ceramiche non si trovano nella camera, come corredo del defunto per il suo viaggio nell'aldilà, ma nel dromos. «Questo dato - spiega Paola Santoro - sta a dimostrare che venivano utilizzate nel banchetto che accompagnava la chiusura dell'intera tomba».

A tale proposito è intervenuto il sindaco Leggio che ha detto: «Dagli ultimi eventi, si sta ben delineando l'area di ricerca nell'area sabina tiberina che può essere concentrata su quattro nodi importanti, Poggio Sommovilla, Cures Sabini, Magliano Sabina e Colle del Forno-Eretum. Fermo restando l'impegno già operativo della Provincia di Rieti per allestire il nuovo museo di Forum Novum che sarà ultimato entro un paio di mesi, stiamo elaborando, all'interno del progetto Va.Te., un piano di valorizzazione dell'intero territorio della Valle del Tevere all'interno del quale la necropoli di Colle del Forno avrà un ruolo di primo piano».