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15 Gennaio 2004 ARCHEOLOGIA
Kataweb
Il Cairo. Leone imbalsamato in tomba nutrice Tutankhamon
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Il Cairo - Lo scheletro intatto di un leone, un individuo maschio e vissuto fino a tarda età, probabilmente imbalsamato oltre duemila anni fa, è stato scoperto da archeologi francesi all'ingresso della tomba di Maia, la nutrice del faraone Tutankhamon, a Saqqara.

E' una scoperta significativa, come spiega il direttore dello scavo, Alain Zivie, del Centro Nazionale Ricerche Scientifiche di Parigi, sul numero in distribuzione oggi della rivista scientifica "Nature", perchè dimostra la sacralità annessa nell'antico Egitto al leone, un animale che evidentemente era presente nella ritualità e anche nella fanua dell'epoca. Lo scheletro di quel leone giaceva sotto uno strato di altre ossa animali e di bare per corpi umani: il corpo era stato collocato in modo da essere orientato verso il sole nascente, con il muso puntato verso nord.

"Anche se non ci sono le bende di lino tipiche della mummificazione - si legge nell'articolo che descrive la scoperta - ci sono altri indizi del fatto il corpo era stato mummificato: si tratta, in particolare, della posizione dello scheletro, della presenza di piccoli frammenti di tessuto all'interno della cavità dei denti canini, e di depositi e tracce di colorazione sulle ossa che presentano un'analogia con le ossa dei gatti mummificati scoperti nel medesimo sito.

L'esame ai raggi "x" delle mummie di gatto rivela che quegli animali erano stati uccisi in giovane età, per poter essere meglio conservati nella sepoltura. L'usura della dentatura del leone e delle sue ossa, invece, indica che l'animale era vissuto in cattività fino alla vecchiaia, e che probabilmente morì per cause naturali. Alcune iscrizioni su pietra precedentemente studiate avevano già fruttato agli studiosi la nozione che i leoni venivano tenuti ed allevati nei santuari, per essere poi seppelliti nelle necropoli in quanto animali sacri. Il ritrovamento di questo scheletro costituisce la prima conferma materiale di quella interpretazione. Anzi, gli archeologi francesi che l'hanno trovato ritengono ora che quel leone seppellito a Saqqara "potrebbe essere stato venerato come l'incarnazione del dio Mahes", figlio di Bastet, la dea gatto.

Un problema interpretativo nasce dal fatto che la tomba della nutrice Maia risale al 1430 a.C. circa, mentre quel leone fu seppellito in quella medesima tomba oltre un millennio più tardi. Gli archeologi risolvono la contraddizione ipotizzando che, con il trascorrere dei secoli, quella tomba sia diventata gradualmente un santuario adibito ad altri culti, dedicati all'adorazione di divinità animali, e che questo dovrebbe spiegare la presenza del leone e dei gatti imbalsamati.