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4 Febbraio 2003 ARCHEOLOGIA
Le Scienze
Alessandro Magno fu vittima di un virus
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Regnò sulla Macedonia, sconfisse l'impero persiano e invase l'India. Ma a fermare Alessandro il Grande potrebbe essere stata una semplice infezione. Il leggendario conquistatore morì all'improvviso nel 323 avanti Cristo, nella città mesopotamica di Babilonia, vicino all'odierna Bagdad. La causa della sua morte, all'età di soli 32 anni, ha fatto scervellare gli storici per anni. Sulla base delle documentazioni della sua malattia, durata due settimane, sono stati suggeriti fra l'altro un avvelenamento, l'influenza e la febbre tifoidea.

Ora l'epidemiologo John Marr del Dipartimento della Salute di Richmond, in Virginia, e l'esperto di malattie infettive Charles Calisher, della Colorado State University, hanno suggerito una nuova ipotesi: la febbre del Nilo occidentale.

Comune in Africa, nell'Asia occidentale e nel Medio Oriente, questo virus ha conosciuto nuova fama globale dopo la sua introduzione accidentale negli Stati Uniti nel 1999. Il virus colpisce uccelli e altri animali, e viene trasmesso agli esseri umani dalle zanzare.

Marr e Calisher citano un passaggio del biografo greco Plutarco. "Quando [Alessandro] arrivò davanti alle mura [di Babilonia], - scrive Plutarco - vide volare un gran numero di corvi che si beccavano l'uno con l'altro, e alcuni di essi caddero a terra davanti a lui". Secondo i ricercatori, i corvi potrebbero essere stati infetti dal virus del Nilo occidentale. I corvi appartengono infatti a una famiglia di uccelli particolarmente suscettibile al patogeno.

I due scienziati hanno messo alla prova l'ipotesi usando un programma diagnostico online chiamato GIDEON (Global Infectious Diseases and Epidemiology Network). Dopo aver introdotto i sintomi di Alessandro - infezione respiratoria, disturbi del fegato, esantema - e il legame con gli uccelli, "la risposta - afferma Calisher - è stata Nilo occidentale al 100 per cento".

J. S. Marr, C. H. Calisher, Alexander the Great and West Nile Virus. Emerging Infectious Diseases, 9, 1599 - 1603, (2003).