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2 Febbraio 2003 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Nuove scoperte per il Lucus
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Nuove scoperte archeologiche sul Lucus di Santa Veneranda dopo i resti affioranti della villa. E' il consigliere di An della seconda circoscrizione, Giuliano De Angelis, che spinto dalla passione si è messo far la formichina passando al setaccio la zona rinvenendo elementi di "discreto valore" di cui la Soprintendenza ai Beni Archeologici è già stata avvertia. Per De Angelisi il quadro che si sta delineando mette in risalto una teoria di emergenze archeologiche che, partendo da una collina di Strada Puglia (Ponte Morotto con a fondo valle il torrente Genica), vanno al canile di Ponte Valle (sotto Villa Baldassini), transitano per la frana di Ponte Valle, arrivano al terreno a monte della frana stessa, passano per Madonna del Monte, quindi per Fonte Maiano (villa rustica), sfiorano il terreno davanti al lavatoio di S. Veneranda, conducono poi in un campo nelle vicinanze di Villa Olivieri, attraversano via Bonini, S. Veneranda, Celletta, poco lontano da via Fellini, infine arrivano al colle di Calibano (supposta villa romana con pavimento in "opus spicatum" a spina di pesce)."Su indicazione del sovrintendente Baldelli - prosegue De Angelis - i reperti sono stati catalogati da Federica Bracci Federica e Laura Ioni dell'Archeoclub di Pesaro, con la vicepresidente Ilda Tartaglia e gli obiettori Barilari, Zellini, Perugini, Marcantognini e Vitali. Tutto ciò con la supervisione della responsabile per l'archeologia del Comune di Pesar Maria Teresa Di Luca e del professor Mario Morbidoni e con il coordinamento del presidente di circoscrizione Gambini. Lo stesso Baldelli ha espresso grande soddisfazione per il lavoro fatto". Adesso come primo passo verso la valorizzazione del territorio, in special modo del Lucus, sono allo studio iniziative per rendere fruibili i risultati delle ricerche in corso.