L´Inghilterra sperimentò una vera e propria ondata di immigrazioni al termine dell´ultima Era Glaciale, secondo quanto emerge dall´esame di nuovi dati.
Precedentemente si credeva che il ripopolamento dell´isola fosse stato un processo lento, guidato da pochi pionieri ed esploratori.
Alla luce di nuove ricerche, i ricercatori ritengono adesso che gli umani risposero rapidamente al mutamento climatico, e si spostarono in Inghilterra in massa, non appena i ghiacci iniziarono a recedere.
Fino a 20, 000 anni or sono, un´imponente lastra di ghiaccio si estendeva dal sud dell´isola sino a Norfolk. Quindi le temperature crebbero rapidamente, producendo un riscaldamento del clima, fino alla situazione attuale.
Una volta che i ghiacciai si ritirarono, la gente tornò subito a popolare quella che era allora l´Inghilterra peninsulare. Solo in seguito si separò definitivamente dall´Europa, con il formarsi del canale della Manica.
Gli esperti hanno dato per assunto che per diversi secoli, solo sparuti gruppi di pionieri si infiltrarono in terra inglese, prima della rioccupazione principale.
Ma combinando i dati dei reperti e delle manifatture ritrovate, con le informazioni climatiche ricavate dall´esame dei sedimenti nei campioni di ghiaccio, è stato possibile ricostruire uno scenario differente.
L´archeologo Nick Barton, della Oxford Brookes University, che ha condotto lo studio, ha dichiarato: "La grossa questione è sempre stato quanto rapidamente, ed in quale misura, i popoli ritornarono una volta che i ghiacciai si furono ritirati?
"Ora, con l´aiuto di un grande numero di datazioni al radiocarbonio, comparati con una serie di dati accuratissimi relativi al mutamento climatico globale, ricavati dallo studio dei ghiacci della Groenlandia, sembra che la ri-occupazione sia stata un evento quasi istantaneo, nell´Europa settentrionale e centrale.
I ritrovamenti sono pubblicati nell´ultima edizione della rivista specializzata Journal of Quaternary Science.
I ricercatori cercheranno adesso di capire perché i popoli si mossero così rapidamente. Potrebbero essere stati allettati da nuove possibilità offerte dalle terre settentrionali, o qualcosa potrebbe averli guidati.
Il co-autore dello studio, Martin Street, del Romisch-Germanisches Zentralmuseum di Neuwied, Germania, ha dichiarato: "Sembra chiaro che i popoli seguissero branchi di grandi animali, come i cavalli, che si allontanarono in questo periodo per occupare il continente. Gli umani potrebbero essere visti come parte di questo stesso movimento".
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