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1 Febbraio 2003 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Calce ancora fresca trovata in una villa romana
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Risale al II secolo d.c. Un caso considerato senza precedenti, e' stato la scoperta nei giorni scorsi, durante gli scavi nella villa dei Quintili, nel parco dell'Appia antica, in un vano sigillato dal crollo di un ambiente soprastante, di un accumulo di calce romana, profondo oltre un metro, che risulta ancora fresca e pronta per l'uso di cantiere.

Lo ha reso noto la soprintendenza archeologica di Roma. La villa, appartenuta ai fratelli Quintili, consoli nel 151 d.C. prima che l'imperatore Commodo li facesse uccidere per appropriarsene, con i suoi 24 ettari e' la piu' grande del suburbio romano. Nel corso degli scavi iniziati nel gennaio di quest'anno, ha gia' restituito numerosi ambienti, pavimenti, intonaci e strutture che chiariscono le varie fasi di costruzione e la vita dell'impianto. Questa della calce e' pero' considerata dagli archeologi, dal punto di vista delle tecniche di costruzione ''una scoperta piu' importante che se fosse stata trovata una statua''. La soprintendenza archeologica di Roma ha spiegato che ''prima che il cantiere sia ricoperto per permetterne la conservazione'' verra' aperto al pubblico per due giorni il 6 e il 7 dicembre. Il 3 dicembre Rita Paris, dirigente archeologo della soprintendenza, e Rosanna Friggeri, direttrice dei servizi aggiuntivi saranno a disposizione dei giornalisti per informazioni di carattere scientifico e didattico: in quell'occasione verra' dimostrato come sia possibile il restauro di alcuni reperti romani trovati nella villa, grazie all'uso della calce che risale al loro stesso periodo.