sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
28 Febbraio 2003 ARCHEOLOGIA
english.peopledaily.com.cn
Reperti esotici ritrovati in antiche tombe dei nomadi della Mongolia interna
tempo di lettura previsto 1 min. circa

Dall'esame dagli articoli di bronzo dissotterrati da antiche tombe nella Regione Autonoma della Mongolia interna, gli archeologi hanno potuto dedurre che le tribù nomadi nel nord della Cina ebbero contatti con le civiltà occidentali, approssimativamente 2, 500 anni or sono.Gli archeologi hanno trovato uno specchio ed un piatto di bronzo in due siti sepolcrali della contea di Liangcheng, che risalirebbero al Periodo Primavera e Autunno (770-476 a.C.) ed al periodo degli Stati di Guerra (475-221 a.C.); da un primo esame, gli esperti ritengono non possa trattarsi di manifatture locali. Il bottone semicircolare dello specchio e la linea del piatto, raffigurante una strana bestia con una testa d'uccello ed un corpo di tigre, ricordano da vicino lo stile dei reperti dissotterrati nelle pianure erbose eurasiatiche, che si estendono dal Mar Nero alla regione della Russia presso il Baikal, ha dichiarato Cao Jian'en, ricercatore dell'Istituto Archeologico Regionale.Lo specchio, di forma rotonda, misura circa 10 cm di diametro ed il suo bottone semicircolare, mediante il quale gli archeologi ritengono fosse fissato, è di circa un centimetro di raggio.Più di 80 tombe sono state dissotterrate dai due siti e circa 200 ornamenti, numerosi utensili d'osso per uso quotidiano e scopi produttivi, e ossa di sacrifici animali di cavalli, pecore e cani.Gli archeologi sostengono che i sacrifici animali indicano che le tombe appartenessero a nomadi. Secondo Cao, gli autori di questi seppellimenti erano i popoli nativi Rong e Di, due minoranze etniche nell'antica Cina, in seguito assimilate al popolo Hun, chiamato Xiongnu nella Dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.).La scoperta delle tombe offrirà indizi rilevanti ai fini della ricerca delle origini dei popoli Hun, ha dichiarato Cao.