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18 Gennaio 2003 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Emersi a Qatna, in Siria, un tempio e un palazzo reale
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Muri alti oltre sette metri riconducibili al tempio principale dell' acropoli e imponenti fondazioni in pietra del piu' antico palazzo Reale sono stati rinvenuti, insieme a molti altri reperti tra cui anche i resti di un pasto funebre, durante la quinta campagna di scavi che l' Universita' di Udine sta conducendo nell' antica Qatna, in Siria.

I risultati dell' ultima campagna saranno presentati il 20 al College de France di Parigi, dal direttore degli scavi, Daniele Morandi Bonacossi, il quale ha anticipato le principali scoperte, che consentiranno di far luce sulla cultura siriana del secondo millennio e di ricostruire la vita degli abitanti di quella che era all' epoca una grande metropoli, nonche' le sue relazioni internazionali. Tra i ritrovamenti piu' preziosi, un piccolo cimitero del Bronzo Medio I (2000-1800 a.C. circa), con almeno sei inumazioni di adulti e bambini, semplici corredi di ceramica e resti del pasto funebre.

Della stessa epoca, i muri alti 7 metri e mezzo di un edificio monumentale che occupava l'intera sommita' dell'acropoli, probabilmente il tempio principale dell' antica citta' di Qatna. Inoltre, sono stati portati alla luce un intero e articolato quartiere artigianale dell' eta' del Ferro (VIII-VII sec. a.C.), centinaia di intarsi in osso e avorio e oltre 50 testi cuneiformi dall' archivio di un palazzo del 1600-1350 a.C.

Quindici vani di servizio, tra depositi e magazzini, sono emersi dai resti del palazzo reale del II millennio a.C, mentre sono state scavate alcune fondazioni in pietra di un edificio monumentale, con ogni probabilita' quelle del piu' antico palazzo reale di Qatna della prima eta' del Bronzo Medio (2000-1800 a.C.).

La campagna si svolge a Tell Mishrife, l' antica Qatna, 18 chilometri a nord-est della citta' siriana di Homs, che 4 mila anni fa dominava un vasto regno con giurisdizione sull' intera Siria centrale e che regolava il traffico delle vie carovaniere attraverso il deserto siro-arabico tra la Mesopotamia e il Levante.

I lavori si sono svolti quest'anno dal 15 agosto al 7 novembre. Vi hanno partecipato una quindicina di archeologi, diretti da Daniele Morandi Bonacossi, con la partecipazione di Marta Luciani e dell'antropologo Alessandro Canci, tutti dell'ateneo friulano, insieme a 10 studenti del corso di laurea in Conservazione dei beni culturali. Gli scavi a Tell Mishrife sono cominciati nel 1999 nel quadro di una joint venture italo-siriano-tedesca.