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7 Febbraio 2003 ARCHEOLOGIA
Heramagazine.net
Il Long Man è una realizzazione del XVI secolo?
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Le origini del geoglifo antropomorfo posto su una collina inglese a Wilmington, chiamato "Long Man", ha stupito storici e archeologi per generazioni.

Realizzata su un erto pendio del South Downs, nel Sussex, l'imponente figura è stata sempre considerata come l'immagine di un guerriero anglosassone, una follia romana oppure un simbolo della fertilità dell'Età del Ferro.

Questa visione potrebbe cambiare radicalmente. Secondo un team di ricercatori guidati dal prof. Martin Bell, un archeologo ambientale dell'Università di Reading., il Long Man potrebbe essere un'opera relativamente recente. Test eseguiti la scorsa estate hanno prodotto prove convincenti che la figura risale alla metà del XVI sec.

Risultati che hanno sorpreso gli esperti e gettano dubbi sull'età di altre supposte sculture preistoriche, compreso il gigante di Cerne Abbas nel Dorset. Alto 226 piedi, il Long Man di Wilmington è uno dei geoglifi più grandi del mondo. Domina le colline erbose del villaggio di Wilmington vicino a Eastbourne, e pare sostenere dei bastoni in entrambe le mani.

Sebbene la più antica documentazione su questa figura fosse del 1710, molti studiosi hanno ipotizzato essere già presente quando i Romani invasero l'Inghilterra. "Non mi aspettavo affatto questo risultato", ha detto il prof. Bell al Daily Telegraph ieri. "Pensavo che il Long Man fosse davvero più antico".

Le conclusioni del Prof Bell giungono dall'analisi dei frammenti di creta scivolati dal pendio durante le ultime centinaia d'anni. Bell sostiene che questi frammenti possano provenire dal Long Man appena scolpito.