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1 Settembre 2003 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Torna alla luce la Pompei più antica
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A testimoniare la sua esistenza e' una statuetta d'argento senza volto e senza braccia recuperata l'anno scorso nel corso di scavi archeologici nella regione.

Con essa sono venuti alla luce anche due dozzine di reperti d' oro e argento identificati come i tesori di un tempio eretto in onore della dea. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano britannico 'The Guardian', i preziosi cimeli potrebbero essere stati sotterrati da un devoto nel corso del III secolo d.c. per proteggerli da un imminente disastro del quale sarebbe rimasto vittima lo stesso fedele.

''Questo e' un ritrovamento enormemente significativo, d'importanza nazionale ed internazionale'', ha dichiarato Ralph Jackson, curatore del British Museum di Londra, dove da novembre i reperti saranno esposti in una mostra intitolata 'Buried Treasure' (Tesoro Sepolto). ''Dare alla Gran Bretagna una nuova dea e' straordinario'', ha sottolineato Jackson.

Il curatore ritiene che Senua fosse probabilmente un'antica divinita' celtica adottata poi dai Romani che la gemellarono con Minerva. Il santuario della dea forse era un luogo di pellegrinaggio dove i devoti portavano le offerte, come testimonia il ritrovamento di targhe d'oro e d'argento e gioielli, tra i quali spicca una spilla decorata con l'incisione di un leone.

Jackson, ha trascorso mesi interi a decifrare i nomi incisi sulle targhe ex voto lasciate dai fedeli della dea: tra gli altri, Cariata, Celsus, Firmanus, Lucilia e Servandus. Sono state proprio queste placche a rivelare attraverso un esame con i raggi X il nome del tutto sconosciuto della divinita'. ''E' stato un momento straordinario'', ha dichiarato Jackson. ''Come se vedessi la dea rinascere davanti ai miei occhi'', ha aggiunto.

Il tesoro nascosto era stato inizialmente individuato in un campo vicino a Baldock (Hertfordshire) da un archeologo dilettante con il metal detector. L'evento aveva attirato l'attenzione di archeologi del British Museum che avevano iniziato gli scavi nel sito dopo aver pagato una ricompensa da 50.000 euro allo scopritore e al proprietario del terreno. Nel corso degli scavi e' emersa la base spezzata di una statuetta d'argento successivamente identificata come Senua. Di questa solo il retro e' rimasto intatto e raffigura una donna graziosa con la chioma raccolta in uno chignon. I lavori di recupero non sono ancora conclusi e si ritiene che il sito possa nascondere altri segreti.