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6 Luglio 2010 ARCHEOLOGIA
Francesca Montanari SienaFree.it
Archeologia: aperti al pubblico gli scavi di Campo Muri a Rapolano Terme
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Sabato 19 giugno alle Terme di San Giovanni, a Rapolano Terme, si è svolta la cerimonia di inaugurazione del Complesso Archeologico di Campo Muri: è stato il sindaco Emiliano Spanu ad esprimere il massimo interesse della sua amministrazione nei confronti di tutti i beni artistici e archeologici del territorio comunale, puntando in particolare sulla conoscenza di questi tesori da parte di visitatori esterni, ma anche della popolazione locale, in primis le scolaresche, per le quali è stato installato nel complesso archeologico un container contenente materiale illustrativo e didattico.

Anche il presidente del Lions Club, intervenuto alla cerimonia, ha assicurato il contributo della sua associazione, che ha apposto il suo "marchio indelebile"sugli scavi di Campomuri .

Molto interessante la relazione introduttiva al sito di Campo Muri: gli scavi sono stati inseriti nel circuito dei Musei Senesi, operazione che porterà a una maggiore visibilità e quindi a un maggiore interesse generale verso questo bene del territorio senese.

La Dottoressa Silvia Vilucchi della Soprintendenza ha tracciato un breve excursus sulla cronologia delle attività archeologiche nella zona, a partire dai primi ritrovamenti di bronzetti nella Buca delle Fate e, a partire dal 1974, dall´emergenza di strutture sul bordo della cava, con conseguente vincolo archeologico su una parte limitata della zona e sospensione, negli anni successivi, dell´attività estrattiva del travertino, che aveva messo in luce le strutture archeologiche.

''Dopo oltre dieci anni la cava è rientrata in attività, e nel 1987 è iniziata la prima campagna di scavo finanziata dal comune di Rapolano. Gli scavi - continua Vilucchi - hanno portato a riconoscere l´importanza e le dimensioni dell´insediamento, e quindi il vecchio fronte cava fu definitivamente bloccato. La cava venne quindi aperta su un altro fronte e poco dopo anche qui emersero reperti ceramici e strutture, che determinarono un nuovo blocco.

''Fino al 2004 si sono susseguite varie campagne di scavo, finanziate grazie al contributo del Monte dei Paschi di Siena, e ora, dopo alcuni anni di sospensione - conclude Vilucchi - si prevede di intraprendere nuovi scavi a partire dal 2011".

La Dottoressa Vilucchi ha poi riassunto la storia del sito, a partire dalla sorgente termale della Buca delle Fate - l'area boschiva presente nel settore nord-ovest del complesso archeologico e probabile sede della sorgente termale in età antica - la cui sacralità fin dal terzo secolo a.C. è testimoniata dal ritrovamento di piccole ciotole di impasto (probabilmente contenitori di libagioni), di brozetti e lamine votive e delle relative basi di travertino gettate nella sorgente e poi inglobate nelle concrezioni; altri bronzetti di età romana sono stati rinvenuti nell´argilla depositatasi in seguito e monete di bronzo.

''Tali interventi – conclude Silvia Vilucchi - hanno consentito di ricostruire buona parte della planimetria dell´edificio antico e le principali fasi insediative del sito, che coprono un arco cronologico che va dal III secolo avanti Cristo alla fine del IV secolo dopo Cristo.''

Allo stato attuale delle ricerche, le presenze archeologiche più antiche individuate nel sito di Campo Muri attestano l´esistenza di un culto legato alla presenza di acque termominerali cui doveva venire attribuita valenza sacra oltre che salutare e terapeutica, come testimonia la presenza di un deposito votivo individuato nella Buca delle Fate. Degna di nota l´ampia piscina termale, lungo il lato sud della Buca delle Fate, con gradinate perimetrali in grossi blocchi parallelepipedi di travertino e piano pavimentale costituito da lastre di travertino regolari sovrapposte.