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15 Giugno 2010 ARCHEOLOGIA
CARLO ALBERTO BUCCI Repubblica.it
Carandini: "Ma lì sotto c'è la Storia più tutele contro l'uso barbarico"
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"Circo Massimo o "marrana"? Purtroppo è il secondo aspetto che determina l'uso improprio e degradante che si fa da anni di un luogo centrale dell'archeologia romana". Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, interviene sulle condizioni deprecabili del monumento che il Comune ha destinato da domani e per dieci giorni all'Eurocup di beach soccer.

Professore, la soprintendenza statale ha dato però il suo sì. Lei approva?

"Capisco che il soprintendente Giuseppe Proietti abbia dovuto cedere. I suoi uffici sono presi tra due fuochi. Da un lato devono garantire la tutela. Dall'altro subiscono pressioni continue per allestire show che non sono consoni con la storia e la bellezza di questo luogo. Il problema è però che il Circo Massimo è stato scavato in maniera superficiale e insoddisfacente, solo nel lato verso la Fao. Per il resto è il nulla. E nella "marrana" è allora possibile far giocare a pallone"

Qual è la sua proposta?

"Che si pedonalizzi finalmente via Dei Cerchi e che si faccia una buona volta lì il Museo di Roma, anche se non ci credo più. E che si valorizzi, con scavi approfonditi, buona parte del Circo destinando l'area restante a giardini ben curati. In queste condizioni, sarà inderogabile dire no a manifestazioni come quella di domani o come la festa per lo scudetto della Roma con lo spogliarello della Ferilli e i tifosi assiepati sulle rovine del Palatino. Destra e sinistra in questo senso hanno sempre concesso molto".

Il simbolo del Beach village è un pallone da calcio con in testa un elmo da centurione. Le piace?

"Non c'è bisogno di tali trovate per richiamare la gente. Il pubblico è ormai maturo e invade mostre e musei, anche di arte contemporanea. Trovo che il Circo Massimo sia oggetto di un uso improprio, del luogo e dei simboli, che ha qualcosa di barbarico".