È stato chiamato Nosmips aenigmaticus. Poiché se ne conoscono solo i denti, i paleontologi non sanno che aspetto avesse, ma in ogni caso la sua scoperta rende ancora più complessa la questione sull´evoluzione e l´origine dei primati.
La ricerca è guidata da Erik Seiffert, professore di Scienze anatomiche alla New York´s Stony Brook University.
Durante gli ultimi 30 anni, dice Seiffert, si è pensato che fossero tre i principali gruppi (i sottordini, immagino) dell´ordine dei primati esistiti in Africa tra i 55 e i 34 milioni di anni fa: le scimmie antropomorfe (sottordine degli haplorrhini), i primati simili ai lemuri (sottordine strepsirrhini) e l´estinto gruppo degli adapiformi (a me risulta che questi non siano un sottordine, bensì un infraordine del sottordine degli strepsirrhini).
Ora: il Nosmips aenigmaticus visse in quel lasso di tempo ed è possibile che non appartenesse ai gruppi appena citati.
"Quando si trovano i denti di un primate fossile, solitamente è molto chiaro in quale posto dell´albero genealogico inserirli", dice Seiffert. "Ci sono solo poche specie su cui nessuno concorda e che non possono veramente essere posizionate in nessuno dei principali gruppi di primati. Questi fossili misteriosi devono avere qualcosa di importante da dirci sull´evoluzione dei primati".
Il Nosmips è uno di questi rari fossili misteriosi e finora ne sono stati scoperti dodici denti in scavi durati nove anni.
I paleontologi di solito identificano i primati grazie ai denti di questi poiché sono le parti più durevoli del corpo e le più probabili a fossilizzarsi. E quindi le più probabili a conservarsi.
Le analisi mostrano che il Nosmips aveva una rara combinazione di premolari allargati e allungati con dei semplici molari superiori. Aveva anche denti premolari che avevano preso la forma di molari – invece di essere relativamente semplici come nella maggior parte degli altri primati.
"Il Nosmips sembra essere un membro ´altamente specializzato´ di un endemico (perché?) lignaggio di primati africani precedentemente non documentati e presumibilmente piuttosto antichi", dice Seiffert.
I ricercatori notano che il Nosmips viveva insieme a un´altra specie di primati nota come Afradapis longicristatus (descritto da loro stessi l´anno scorso su Nature). Dall´analisi dei loro denti è stato determinato che l´Afradapis si nutriva di foglie, mentre il Nosmips di frutti e insetti.
"Col passare del tempo e più scoperte si fanno, sarà affascinante vedere come i diversi lignaggi contribuirono alla diversità dei primati durante l´Eocene dell´Africa", conclude Seiffert.
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