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21 Maggio 2010 ARCHEOLOGIA
Eurekalert
Lo scherzo ci domina: una nuova interpretazione dei denti in mostra, scoperti in diversi reperti archeologici
tempo di lettura previsto 2 min. circa

I denti scoperti sono una caratteristica importante e accattivante in molti reperti storici e archeologici, e sono comunemente interpretate come segni di morte, aggressività e di trance sciamanica. Ma uno studio nel prossimo numero di Current Anthropology sostiene che la ragione per mostrare a nudo i denti spesso vuole esprimere qualcosa di un po' meno sinistro: il sorriso.

Alice V.M. Samson, della Facoltà di Archeologia all'Università di Leiden, Paesi Bassi, e Bridget M.Waller, del Dipartimento di Psicologia, Università di Portsmouth, hanno esaminato il "motivo dei denti scoperti" presso i Taino, che vivevano nelle Grandi Antille (Caraibi) dall'anno 1000 sino ai primi decenni del contatto con gli europei (1492-1550). Essi usavano usare i denti nudi per ornamenti del corpo e per oggetti associati alla guarigione e pratiche sciamaniche, di solito come parte di decorazioni raffiguranti volti umani e animali.

Le interpretazioni del mostrare i denti, tra i primi osservatori europei, riflettono una visione del mondo occidentale, religioso e culturale, piuttosto che una comprensione delle pratiche indigene. Alcune di queste interpretazioni nascono da testimonianze oculari dei primi osservatori europei, che temevano le popolazioni indigene e i loro idoli. Essi descrissero tale motivo del gusto locale come "diabolico e associato con ferocia o aggressione o l'espressione di una divinità maligna che ha bisogno di essere placata". Queste interpretazioni non sono mai stato contestate e, di conseguenza, il mostrare i denti è stato interpretato per lo più negativamente.

Tuttavia, Samson e Waller sostengono che l'interpretazione negativa manca il bersaglio. "Il mostrare i denti stretti non è una caratteristica comune e universale delle espressioni facciali di rabbia, che è invece caratterizzata dallo spalancare gli occhi, le palpebre inferiori tese e abbassate, le sopracciglia corrugate", esse scrivono. "Studi di espressione facciale nei primati umani e non umani hanno dimostrato che il mostrare i denti è usato in alcuni contesti sociali come un segnale inequivocabile di non-aggressione, affiliazione e con intenzione benigna".

Le Grandi Antille sono state sede di varie società differenti. Samson e Waller credono che ciondoli e altri ornamenti che espongono il motivo dei denti "funzionassero per i Taino come una sorta di grammatica sociale, permettendo ai popoli indigeni delle isole di confrontarsi l'uno con l'altro e di facilitare le interazioni, pur mantenendo le loro differenze".

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Alice V.M. Samson e Bridget M. Waller, "Not Growling but Smiling: New Interpretations of the Bared-Teeth Motif in the Pre-Columbian Caribbean", Current Anthropology 51:3 (giugno 2010). Per un PDF, e-mail a Courtney Cecale courtneycecale@uchicago.edu.