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18 Maggio 2010 ARCHEOLOGIA
Elena Panarella Il Messaggero
Foro Romano, reperti a portata di ladro: un gioco trafugare i pezzi antichi
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Rubare reperti nell´area archeologica del Foro Romano? E´ davvero a portata di tutti. «Roba da ragazzi», denunciano una coppia di romani, Valeria e Marco F., turisti per un giorno. E sì perché basta allungare la mano in uno dei cancelli, dove sono accatastate cassette con reperti di vario genere, più o meno importanti, per impossessarsi indisturbati di pezzi che parlano di una Roma lontana.

E non hai neanche bisogno di aspettare la notte: il colpaccio puoi farlo alla luce del sole, accanto ad altre centinaia di turisti che hanno pagato un biglietto di 12 euro per passeggiare tra i resti della civiltà romana sepolti tra le erbacce. Percorsi nella Storia con pareti lasciate ad ammuffire, immondizia e cancelli arrugginiti. Per non parlare delle transenne, sparpagliate ormai da tempo, un po´ ovunque, che raccontano di cantieri infiniti, aperti da tempo ormai.

«Eppure siamo in uno dei luoghi più belli del mondo, come è possibile mantenerli in questo modo? - racconta indignata una turista - Il primo maggio, il biglietto si pagava 1 euro (per visitare tutto: Palatino, Foro e Colosseo) sicuramente una bella iniziativa. Ma non c´era nessun controllo, nessuno a vigilare durante i percorsi, chissà quanti di quei resti incustoditi in quel modo se ne sono andati via da Roma per sempre?».

Capitelli, colonne, frammenti di marmo con fregi, resti di antichi templi, ma altri pezzi, tanti altri pezzi, sono custoditi all´interno di nicchie chiuse da alti cancelli, ma basta affacciarsi tra le inferriate e vedere in che stato si trovano da troppo tempo ormai. Molti sono coperti da escrementi di piccioni, rifiuti di ogni genere e strati di polvere accumulati nel tempo. «Certo, questo non ferma chi imperterrito vuole portarsi a casa un souvenir - si sfogano stupiti due studenti di archeologia, arrivati da Pescara per visitare la città eterna - Basta infilare una mano et voilà il gioco è fatto». Senza dimenticare «i resti all´aperto accantonati qua e là, ricoperti totalmente dalle erbacce, molti dei quali utilizzati dai turisti per fare una pausa con annesso spuntino - aggiungono indignati i due ragazzi - Ogni reperto riveste una grossa importanza non solo per il suo valore, ma perché rappresenta l´analisi minuziosa dello scavo archeologico. Tutto è importante in questo luogo, anche il piccolo sassolino».

Ore 12, la fila alla biglietteria (lato Fori Imperiali) è interminabile, entriamo nel Foro Romano. Il percorso è lungo e affascinante, se non fosse per quelle pozzanghere estese quanto un cratere, talmente estese che per superarle devi per forza salire su un capitello di marmo e saltare dall´altra parte.

«Se ti capita di guardare per terra e incappare in uno di quei storici pozzi ricoperti da inferriate, puoi notare che all´interno invece dell´acqua c´è una montagna di immondizia», tuona un´anziano signore.

Insomma non solo falle nella sicurezza che permettono a chiunque di trafugare tranquillamente casse di reperti, ma anche un´incuria diffusa nell´intera area archeologica ridotta a un ricettacolo di immondizia da immortalare nelle foto ricordo dei turisti. Bottiglie, cartoni, cassette di legno, lattine, giornali, buste di plastica si confondono tra i reperti e il verde della storica area.

Un gruppo di turisti senza guida banchetta vicino a una fontanella: c´è chi sbuccia le arance, chi si mangia un panino, chi apre una lattina di birra, la "scampagnata" ai Fori è tutta un´altra cosa...

Insomma oltre alla facilità di rubare oggetti più o meno preziosi, quello che lascia davvero perplessi, che farebbe rabbrividire persino i grandi imperatori, è trovarsi davanti a uno dei luoghi più belli del mondo circondato da incuria «un luogo abbandonato a se stesso» si lascia scappare una turista spagnola.

E chissà quanti non si sono fatti scrupoli di trafugare pezzi di Roma e portarsi a casa, in qualche parte del mondo, un ricordo "d´epoca". Quanti invece agiscono su commissione, per le organizzazioni che pensano a rimpinguare le collezioni private? «Certo, l´inciviltà delle persone non finisce mai di stupirci», commentano altri turisti. «Ma questo non giustifica che l´area venga mantenuta così. Bisognerebbe, come accade in qualsiasi altra parte del mondo, che ci fossero delle persone incaricate a controllare che nessuno tocchi nulla in un luogo che deve essere visitato con estrema cautela, sensibilità e rispetto». Quel rispetto che visitando l´intera area è difficile da intravedere.

Eppure parliamo di una zona che fu utilizzata come luogo di riunioni a partire dal VII, VI secolo a.C.: si tratta quindi del più antico dei fori di Roma. Dopo Cesare ed Augusto (essendosi spostati i traffici nei nuovi fori), perse gradualmente la sua importanza, ma rimase una piazza monumentale e il centro sacro della città, che vari imperatori abbellirono con portici, basiliche e templi. Il Foro costituisce, dunque, il più grande complesso di monumenti dell´antica Roma a noi pervenuto: gli scavi di recupero iniziarono nel XVIII secolo e proseguono ancora oggi. E proseguiranno ancora negli anni «ma forse ci vorrebbe più rispetto: il patrimonio del passato, si dovrebbe conservare in modo migliore», è la speranza di un visitatore.