ROMA - Resti di una necropoli di epoca romana sono stati scoperti nel Parco dei Ravennati ad Ostia Antica. Il ritrovamento durante il lavori effettuati da Acea in via Gesualdo per la sistemazione di un nuovo impianto di illuminazione.
L'area di necropoli si stendeva lungo un muro ad angolo, di cui è stata rinvenuta soltanto la fondazione. Le tombe ad inumazione ed in limitatissimo numero anche ad incinerazione sono sistemate in modo caotico, con numerose riduzioni volontarie per far posto alle inumazioni più recenti.
La necropoli sembra risalire alla seconda metà del I secolo d.C., in un momento di passaggio tra l'uso del rito ad incinerazione a quello ad inumazione. A comunicarlo la Soprintendenza per i beni archeologici di Roma di Ostia.
«Dall'analisi antropologica preliminare gli inumati, nella maggior parte di sesso maschile, sono apparsi appartenere ad un livello sociale molto basso, per le numerose tracce di alterazioni scheletriche causate da stress biomeccanici, attribuiti ad un'attività lavorativa particolarmente pesante, che prevedeva un forte impegno funzionale degli arti - prosegue la nota - Inoltre, nell'area di cantiere più vicina alla Stazione della Ferrovia Roma-Lido sono state rinvenute alcune strutture murarie, rasate al livello delle fondazioni, riferibili a due ambienti adiacenti pavimentati con mosaici a disegni geometrici in bianco/nero. Queste strutture possono collegarsi alle altre visibili lungo via della Stazione di Ostia Antica ed a quelle scoperte in più punti negli anni passati nei pressi della Stazione e probabilmente riferibili ad ambito commerciale e residenziale. I dati scaturiti da questo intervento si sono rivelati particolarmente interessanti per la ricostruzione delle modalità di utilizzo del territorio immediatamente circostante alla città romana di Ostia Antica».
Lo scavo è stato realizzato su incarico Acea dalla Cooperativa archeologia, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma - Sede di Ostia, con il supporto di un'antropologa collaboratrice del Servizio di Antropologia della Soprintendenza. E' stato possibile mettere in luce la continuazione dell'ambito necropolare già evidenziato durante un precedente cantiere Acea, effettuato nel 2006 nell'angolo Sud-occidentale del Parco dei Ravennati.
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