Un sito web (www.bronzidiriace.org) in continuo aggiornamento permette di seguire da ogni parte del globo, le fasi dell´innovativo intervento di restauro, avviato ora sui Bronzi di Riace, rivelando le scoperte che le indagini porteranno via via alla luce. Un team composto da fisici, chimici e restauratori collabora per conoscere l´effettivo stato di salute di questi due capolavori riaffiorati dalle acque quasi quarant´anni fa: grazie al contributo delle diverse discipline coinvolte e con il supporto delle tecnologie più avanzate si potrà così rilevare la presenza di eventuali danni finora ignorati e valutare l´intervento di restauro più adeguato.
La prima fase di queste indagini è partita con le analisi Gammagrafiche condotte dai fisici dell´Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma. Questa tipologia di analisi, utilizzata per la prima volta sui Bronzi, si spera possa sciogliere anche quei nodi sui quali gli studiosi di archeologia e di arte antica dibattono ancora oggi.
Le operazioni di natura conservativa rappresentano infatti una straordinaria occasione per conoscere più da vicino la storia dei Bronzi e per coinvolgere la comunità in una riflessione condivisa sul significato che questi antichi capolavori hanno agli occhi dell´uomo contemporaneo.
Il sito web realizzato per l´occasione permette di seguire da vicino le vicende dei Bronzi. All´interno del sito, una giornalista e scrittrice di Reggio Calabria racconterà in un blog ciò che accade, mentre le immagini dei rilievi effettuati sia all´interno che all´esterno delle due statue saranno via via pubblicate. Attenzione particolare è stata data alle scuole: l´Area Didattica presente sul sito si rivolge infatti ai più giovani che hanno la possibilità di offrire il proprio punto di vista e confrontarlo con quello degli altri studenti di tutto il paese, per scoprire la ricchezza che queste straordinarie testimonianze del passato custodiscono.
Sul web si possono conoscere anche le attività legate a questa iniziativa. Per prima l´apertura al pubblico del Laboratorio di restauro presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria che ha deciso di supportare e ospitare questa operazione. I visitatori possono vedere all´opera gli esperti dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma che collaborano con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. Non solo. Nella sala Green dello stesso palazzo è possibile visitare i reperti della collezione del Museo Nazionale della Magna Grecia, attualmente in fase di restauro in vista delle celebrazioni dei 150 anni dell´Unità d´Italia.
È stata infatti inaugurata lo scorso 12 marzo una mostra che ospita i più importanti esemplari di Pìnakes in tutto il mondo, ex voto offerti dalle giovani future spose al tempio della dea Persefone.
Anche i più piccoli possono raccontare le proprie emozioni suscitate dall´incontro con i lavori esposti che, da oggetti lontani e misteriosi si trasformano in opere cariche di significato che mettono in relazione l´antico passato con il nostro presente quotidiano.
In collaborazione con Editalia – Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è stata realizzata una pubblicazione che, attraverso dodici fotografie, un DVD-intervista ai protagonisti dell´operazione e una serie di testi, racconta il senso culturale e storico di quest´opera di restauro.
L´intervento di restauro testimonia il risultato di un´azione congiunta e sinergica che vede nella collaborazione tra il Laboratorio di restauro del Museo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il Consiglio Regionale della Calabria il valore di un´operazione che ha già segnato i primi traguardi in termini numerici. In soli due mesi i visitatori del laboratorio di restauro hanno raggiunto quota 4200, superando di gran lunga gli stessi visitatori del museo che si aggiravano in media intorno al migliaio.
A curare l´intervento di valorizzazione comunicativa e didattica è la società milanese Trivioquadrivio, che ha affiancato l´operazione fin dai suoi esordi. «In una regione come la Calabria, che ha parecchi problemi noti a tutti – spiega la soprintendente Simonetta Bonomi - la valorizzazione dei Beni Archeologici, che sono così numerosi e diffusi su tutto il territorio regionale, ha un ruolo importante, un grande risvolto sociale. I visitatori hanno il diritto di arrivare in un luogo in cui possano fare un´esperienza gradevole oltreché formativa, educativa, di informazione, di curiosità e di emozione».
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