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25 Marzo 2010 ARCHEOLOGIA
aezio ilfattostorico.com
Freddo e carestie nelle colonie nordiche
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Una nuova ricerca rivela quanto fosse stata cattiva l´idea di colonizzare la Groenlandia e l´Islanda più di un millennio fa: le temperature medie in Islanda si abbassarono bruscamente di quasi 6 gradi già nel secolo successivo all´insediamento nordico dell´870 circa.

I ricercatori hanno eseguito dettagliate misurazioni degli isotopi dell´ossigeno contenuti all´interno di 26 conchiglie di molluschi recuperati in diversi strati di sedimenti.

Il rapporto tra l´ossigeno-16 e l´ossigeno-18, che varia a seconda della temperatura dell´acqua, può infatti misurare quanto caldi o freddi fossero gli oggetti in questione.

Si è così scoperto che le conchiglie mostrano grandi variazioni sia all´interno degli anni, sia da anno in anno.

Per esempio, la variabilità delle temperature d´inverno aumentò tra il 990 e il 1120 – un periodo in cui le documentazioni scritte suggeriscono il fallimento occasionale delle colture.

Dal 1250 il clima diventò più caldo, raggiungendo i 19 gradi in estate; tuttavia, solo dopo pochi decenni, le temperature cominciarono ancora a scendere.

Lo studio, pubblicato su PNAS e condotto dal geochimico William Patterson, dell´università canadese di Saskatchewan, non dà per certo una correlazione tra diminuzione delle temperature e la carestia che colpì quei luoghi, ma queste informazioni possono comunque essere d´aiuto agli storici.

Sebbene l´Islanda continuò a rimanere abitata, la Groenlandia venne abbandonata all´inizio del XV secolo.

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