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24 Marzo 2010 ARCHEOLOGIA
Giulia Belardelli Repubblica.it
Unesco-Italia, il Patrimonio in 450 clic
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Sono alcuni tra i luoghi più belli d'Italia, 44 meraviglie sparse per lo Stivale, e nominate dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Una ricchezza enorme - l'Italia è al primo posto nel mondo per il numero di siti riconosciuti - fatta di centri storici, parchi naturali, mare e montagna, raccontata (o meglio, "scritta e descritta") da Luca Capuano in una mostra fotografica dal titolo Il paesaggio de/scritto. Luoghi Italiani Patrimonio dell'UNESCO.

L'esibizione, che comprende più di 450 foto, verrà inaugurata sabato 13 marzo a Villa d'Este a Tivoli, dove resterà aperta al pubblico fino 18 aprile.Un viaggio visivo da Nord a Sud del Paese, dalle Eolie alle Dolomiti, promosso e organizzato dal ministero dei Beni Artistici e Culturali, dall'Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, dal Comune di Tivoli e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Luca Capuano, incaricato di compiere questa "impresa" iconografica, ha scattato migliaia di immagini andando in giro per l'Italia a bordo di un camper. "Sono partito da Firenze, sono andato a Sud e poi di nuovo su fino alle Dolomiti, alla Ferrovia Retica, la mia ultima tappa", racconta lui, fotografo specializzato in immagini di architettura e nella ricerca sul paesaggio. "Il viaggio è durato 4-5 mesi, poi stati altri due mesi di editing". Il frutto di questa opera magna è raccolto in un catalogo edito da Logos, che sarà distribuito, oltre che nel bookshop di Villa d'Este, anche in tutte le librerie sul territorio nazionale.

Una riproposizione in chiave contemporanea dei Grand Tour, i viaggi di formazione romantica dei nobili europei che volevano immergersi nelle bellezze italiane. "L'esposizione nasce da una doppia necessità", spiegano dall'Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO. "Da un lato produrre una documentazione accurata sullo stato dell'arte dei luoghi facenti parte della Lista UNESCO, dall'altro proporre al pubblico una visione complessiva dello straordinario paesaggio che abbiamo la responsabilità di preservare e capire, per poterlo tramandare alle generazioni future come momento di elevata riflessione sull'umanità stessa".

La mostra parla un linguaggio iconografico particolare e unico, impregnato allo stesso tempo di atteggiamento documentale e rappresentazione della contemporaneità. E' infatti lo sguardo di un solo autore, fotografo di architettura ma anche attento indagatore dell'attuale, rigoroso nelle prospettive e nella ricerca sugli spazi, a farsi interprete della più grande indagine mai realizzata sul patrimonio italiano. "Il mio obiettivo - spiega Capuano - è stato quello di far emergere l'essenza dei singoli siti, mettendo in luce il legame tra passato e presente. Per far questo ho cercato di mantenere forti due linguaggi distinti. Innanzitutto quello documentale, di traccia della realtà, volto alla descrizione del luogo in questione. In secondo luogo quello autorale, dunque di scrittura vera e propria, che rappresenta il mio sguardo personale su opere e paesaggi".

Il risultato, come si è detto, è duplice: un lavoro di filologia del patrimonio, ma anche una riflessione sul rapporto espressivo che questo ha con il presente. "Quando ho ricevuto questo incarico mi sono subito posto il problema di come rapportarmi al contemporaneo", racconta Capuano. "Alla fine ho scelto di ridurre al minimo la contaminazione senza negare il rapporto con il presente. Ho eliminato gli elementi che potevano distrarre lo spettatore e creare contrasti disarmonici". Un esempio? "Nei centri storici più frequentati ho fotografato in orari improbabili, dalle quattro di mattina in poi, così da evitare il turismo di massa. Dove c'era una cartellonistica troppo evidente, ho optato per l'eliminazione, e così vale anche per pannelli e lavori in corso. In questo modo - aggiunge il fotografo - ho rispettato il concetto di tutela come qualcosa che è sempre stato e deve continuare a essere anche nel futuro".

L'esibizione, aggiungono gli organizzatori, si presenta come "un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cultura nel senso più ampio, del sapore unico e delle meraviglie della natura e dell'arte, ma anche un vero evento per coloro che vogliono affrontare un percorso importante nella fotografia autorale contemporanea: qualunque sia la chiave di lettura, protagonista indiscussa è l'Italia, con le sue crepe e i suoi bagliori, i paesaggi e le visioni puntuali, le sue armonie e le sue contraddizioni". La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Commissione Nazionale UNESCO presso il Ministero degli Esteri, della Regione Lazio e della Provincia di Roma. Si è avvalsa anche della collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e del Comune di Ferrara.

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