L´Ambasciatore di Svezia presso il Quirinale, Anders Bjurner, sarà al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara il 24 e 25 marzo per presenziare alla donazione del tombino della città di Stoccolma al Manhole Museum di Ferrara e per ricordare la figura di Re Gustavo VI che partecipò agli scavi di Spina negli anni Sessanta. Per celebrare il tombino regalato dalla città di Stoccolma, il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara ospiterà dal 24 marzo al 31 ottobre la mostra di una settantina di esemplari del Manhole Museum provenienti da tutto il mondo. Giovedì 25 marzo inoltre, alle ore 16.30, è prevista una conferenza sul tema "Gli scavi di Spina, il Museo e il Re Gustavo VI di Svezia" con Caterina Cornelio e la direttrice dell´Istituto Svedese di Studi Classici a Roma, Barbro Santella Fizzel.
I meno giovani lo ricordano ancora, gentile, schietto, la parlata in perfetto italiano, l´abbigliamento informale, armato di paletta e piccozza, attraversare Ferrara per raggiungere Valle Trebba, la località dove fervevano gli scavi della necropoli di Spina, la città etrusca sorta sulle sponde del Po tra la fine del VI e la metà del III sec.a.C. "Il Re archeologo" lo chiamavano, e Re archeologo era davvero. Salito al trono nel 1950, Gustavo VI Adolfo re di Svezia (Stoccolma 1882 – Hälsingborg 1973) aveva sempre nutrito un profondo amore per l´archeologia, acquistando fama di valente studioso sia per gli scavi che aveva diretto che per i tanti contributi scientifici. A Ferrara venne più volte, agli inizi degli anni Sessanta, partecipando attivamente alle indagini archeologiche nella città deltizia.
L´esposizione del chiusino regalato al Manhole Cover Museum di Ferrara dall´amministrazione comunale di Stoccolma fornisce il pretesto per festeggiare le nozze d´oro tra la nazione scandinava e il capoluogo estense, inaugurando mercoledì 24 marzo, al Museo Archeologico Nazionale, la mostra "Capolavori calpestati. Quando l´arte è sotto i piedi" e ricordando giovedì 25, alle ore 16.30, la figura di Gustavo VI con la conferenza condotta dalla Direttrice del museo Caterina Cornelio e da Barbro Santella Fizzel, Direttrice dell´Istituto Svedese di Studi Classici a Roma. A entrambi gli appuntamenti sarà presente l´Ambasciatore di Svezia in Italia, Anders Bjurner.
Il mix è a dir poco singolare: dai capolavori dell´arte classica a quelli dell´era industriale, più di 2.500 anni separano i crateri attici esposti al piano nobile dai primi tombini in ghisa in mostra nella Loggia del Cortile d´Onore di palazzo Costabili, detto di Ludovico il Moro. Matrimonio morganatico quello che si celebra al Museo Archeologico Nazionale a partire da mercoledì 24 marzo, in coincidenza con la prima giornata della XVII edizione del Salone dell´arte del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali, la fiera che si tiene nel capoluogo estense fino al 27 marzo. A dispetto dell´apparenza, questa mostra non ha forse location più appropriata. Cos´è in fondo un tombino se non la chiave di volta tra il mondo di sopra, quello architettonico, e il mondo sotterraneo dell´archeologia? E non è forse un´opera d´arte il tombino stesso, semplice manufatto di ghisa da un lato e artistico bassorilievo dall´altro, marchio e simbolo, quasi una medaglia che ogni città conferisce al mondo sotterraneo che la fa funzionare?
Si deve all´inventiva di Stefano Bottoni, patron del Ferrara Buskers Festival, la creazione di una collezione unica al mondo, quella dei manholes (letteralmente buchi da uomo) di ghisa. Un´arte che sta sotto i nostri piedi e calpestiamo ogni giorno ma non per questo meno suggestiva e affascinante. Quella del Museo Archeologico Nazionale sarà la più grande esposizione fatta finora con una settantina di esemplari giunti da tutto il mondo, compresa Cuba e il Brasile. Si va dal chiusino di Valencia, con il marchio del pipistrello di Fagundo Bacardi che troviamo sull´omonimo rhum, a quello di Berlino con i palazzi storici, dal tombino di Praga, con la Torre del Ponte di Mala Strana, a quello di Atene, a cerchi concentrici. Pezzi di storia che la storia testimoniano e raccontano: sul tombino di Roma, decorato con il fascio littorio, sono passati i carri armati della II Guerra Mondiale, quello di Danzica, con la corona e due croci, ci ricorda che da quel porto salparono i Crociati per la terra
di Michael A. Cremo, Richard L. Thompson2. Archeologia Misterica
di Luc Bürgin3. Archeologia dell'impossibile
di Volterri Roberto4. Archeologia eretica
di Luc Bürgin5. Il libro degli antichi misteri
di Reinhard Habeck6. Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol
di Roberto Volterri, Alessandro Piana7. Il mistero delle piramidi lombarde
di Vincenzo Di Gregorio8. Le dee viventi
di Marija Gimbutas9. Come ho trovato l'arca di Noè
di Angelo Palego10. Navi e marinai dell'antichità
di Lionel Casson
ARCHEOLOGIA BIBLICA
ECCEZIONALE RITROVAMENTO IN UN TUNNEL SEGRETO IN MESSICOARCHEOLOGIA BIBLICA
CIMITERO DI ANFORE IN DUE NAVI ROMANE NELLE EOLIEARCHEOLOGIA BIBLICA
SCOPERTI VASI DI ARGILLA CRUDI A POMPEIPALEONTOLOGIA
IL GIGANTE DI ATACAMA: UN ALTRO GEOGLIFO CHE SFIDA LA NOSTRA COMPRENSIONE DEL PASSATOARCHEOLOGIA BIBLICA
TROVATA AD ORVIETO LA TESTA DEL DIO DEGLI ETRUSCHIPALEONTOLOGIA
IL MISTERO DELLE TORRI SEGRETE DELL'HIMALAYAARCHEOLOGIA BIBLICA
UNO SCAVO ILLEGALE SCOPRE UN TEMPIO DI THUTMOSE IIIPALEONTOLOGIA
LA BUFALA CHE GESU' FU PADRE E MARITOPALEONTOLOGIA
IL "SEME MAGNETICO" CHE DIEDE VIA ALLA VITA VEGETALE SULLA TERRAPALEONTOLOGIA
TRAPPOLE PER DEMONI SCOPERTE IN INGHILTERRA













