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19 Marzo 2010 ARCHEOLOGIA
adnkronos
Archeologia: torna alla luce la corona di Vittoria della Rovere
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Firenze - Scoperto un capolavoro d'oreficeria ritenuto perduto da secoli, "vittima" delle razzie napoleoniche. E' la corona in oro, diamanti, smeraldi e rubini, che Vittoria della Rovere, moglie del granduca Ferdinando II de' Medici, fece realizzare nel 1685 per donarla alle Suore Carmelitane di Borgo Pinti, a Firenze, quale segno della sua devozione per Maria Maddalena de' Pazzi. La corona e' stata rintracciata, insieme ai documenti che ne testimoniano committenza e caratteristiche, dallo studioso fiorentino Piero Pacini, il quale ne da' notizia in un articolo di approfondimento, corredato da fotografie a colori, sul nuovo numero di "Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei" appena uscito in edicola e nelle librerie.

Studioso della Santa fiorentina, Pacini afferma che la corona -appartenente al patrimonio ecclesiastico- e' stata rintracciata dopo piu' di un secolo di assoluto silenzio e oggi, per la prima volta, sul quadrimestrale dedicato alla dinastia Medici si possono vedere le immagini di questo prezioso capolavoro di oreficeria. Alcuni dettagliati documenti, scoperti nell'archivio delle Carmelitane di Careggi, hanno permesso allo studioso di ricostruire passo dopo passo la fattura di questo manufatto artistico che Giovanni Comparini e Giuseppe Vanni -i due orafi piu' richiesti della famiglia medicea- realizzarono utilizzando 30, 12 once d'oro.

Queste servirono per creare, con lavorazione a filigrana, la corona che venne tempestata di 655 gioie (tra cui 412 diamanti, 80 smeraldi e 114 rubini) per un costo totale di 1.800 scudi, che al cambio attuale significherebbero diverse centinaia di milioni di euro. Nel suo articolo, Pacini aggiunge che la "riscoperta" dell'oggetto, e della relativa documentazione, sono utili sia per valutare il mecenatismo e l'attitudine religiosa della granduchessa, sia per ricomporre la storia dell'arte della filigrana e dell'oreficeria a Firenze.

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