CASAMARCIANO - Spesso, nella vita come in archeologia, le cose più preziose sono proprio sotto gli occhi di tutti. Come nel caso di Casamarciano, e della sua chiesa più antica. Quella che porta il nome del santo protettore, il papa Clemente che tutti venerano all´ombra della collina omonima. La collina di san Clemente appunto, nell´immaginario comune di giovani e meno giovani, sinonimo di appuntamenti romantici, passeggiate, aria fresca; alta e lontana quel poco che basta per prendere una pausa dalla caoticità dell´hinterland. In pochi avrebbero però immaginato che scavando appena pochi centimetri al di sotto di quella chiesa abbandonata ormai due secoli fa, avrebbero rivisto la luce reperti e testimonianze tali da far scattare subito la richiesta di Vic (Valutazione Interesse Culturale) da parte dell´amministrazione. Durante i primi scavi, diretti dall´archeologa Elisa Vitale e da Ilaria Sebastiani, sono state infatti rinvenute testimonianze romane, paleocristiane o, qualcuno pensa, addirittura pagane. Ossari, sepolture "clandestine", canali sotterranei, sezioni antiche della chiesa, stanze segrete, affreschi millenari: una stratificazione secolare di opere umane che è finita col diventare un unico, grande condensato. Un blocco, uno scrigno, ancora tutto da esplorare. "Le scoperte in corso degli archeologi presso la collina di San Clemente - ha dichiarato il sindaco Primiano a ilNolano.it - potrebbero permetterci di ridisegnare e riscrivere la storia dell´intera area nolana. In base ai dati in nostro possesso, potremmo infatti affermare con un buon margine di sicurezza che i ritrovamenti effettuati sono inscrivibili nello stesso orizzonte storico e culturale delle basiliche paleocristiane di Cimitile. E questo ci spingerebbe a pensare che verosimilmente il complesso paleocristiano sarebbe stato solo il centro di una comunità religiosa più ampia, di cui le tracce più evidenti sono gli scavi di Pernosano e, per l´appunto, di Casamarciano. Per non parlare dei ritrovamenti fatti poco distante databili addirittura all´età del Rame, e che testimonierebbero una attività umana nell´area casamarcianese forse addirittura più antica della fondazione di Nola". Qualunque dovesse essere l´esito delle prossime elezioni comunali allora, un ulteriore passo in avanti per il rinnovo di Casamarciano non può che passare per una piena riscoperta ed una piena rivalorizzazione di uno dei suoi angoli più belli e densi di storia, come la chiesa antica di San Clemente, e tutti i misteri che ancora nasconde.
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