L´Atleta di Lisippo conteso da 46 anni. Scontro tra Italia e USA. Il GIP di Pesaro dispone la confisca della scultura.
La Regione Marche vuole "assolutamente ottenere la restituzione alla comunità marchigiana della statua "dell´Atleta di Lisippo". per questo " sosterrà ufficialmente l´Avvocatura dello Stato per l´accertamento del diritto di proprietà della Repubblica Italiana sul Lisippo, anche nella causa per ottenere l´esecuzione del provvedimento di confisca, contribuendo così a superare ogni incertezza o carenza di iniziativa da parte di altri soggetti". Lo ha annunciato il Presidente della Regione Marche, On. Dott. Gian Mario Spacca.
La statua al centro della controversia si trova al "Getty Museum" di Los Angeles, in California negli USA, dove è conosciuta anche con i nomi di "Victorious Youth" ( giovane Vittorioso) o "Getty Bronze". La statua è al centro di uno dei gialli dell´archeologia subacquea più intricanti degli ultimi tempi ed è il più importante reperto archeologico conteso fra Italia e USA.
E´ affascinate ripercorrere le tappe di questa storia dal suo ritrovamento in Italia sino all´arrivo negli USA:
Ritrovamento. Nel settembre del 1964( era un venerdì) il peschereccio "Ferruccio Ferri" di proprietà di Romeo Pirani, un pescatore di Fano morto nel 1964, durante una battuta di pesca nel mare Adriatico trovò nelle sue reti la statua di Lisippo. Una volta in porto, il Pirani e gli altri membri dell´equipaggio decisero di non denunciare il ritrovamento alle Autorità, un atto dovuto, ma di sotterrarlo in un campo di cavoli. Prima di sotterrare il bronzo fotografarono il reperto e, poi misero in circolazione la foto. A suo tempo dichiarò il Pirani:" A gennaio si presentò un signore di cui non so il nome, che comprò la statua per tre milioni e mezzo di lire, che ci siamo spartiti fra noi".
Passaggi di mano: Antiquari, Sacerdoti, Contrabbandieri. Attorno "all´Atleta di Lisippo" vengono commessi vari reati che, purtroppo, restano impuniti. Si celebrarono ben quattro processi, di cui uno fu annullato, ma nessuna verità venne a galla. Il Tribunale di Perugia il 18 maggio del 1966 assolse per insufficienza di prove i tre commercianti della città umbra di Gubbio : Pietro, Fabio e Giacomo Barbetti ed un prete, don Giovanni Nagni. Il 27 gennaio del 1967 i quattro vennero condannati dalla Corte di Appello, condanna annullata dalla Cassazione nel 1968. Un nuovo processo si celebrò a Roma nel novembre del 1970 e anche qui nuova assoluzione perché i giudici conclusero che era difficile stabilire: A) l´interesse artistico, storico e archeologico della statua scomparsa; B) la assoluta che la statua sia stata ritrovata in acque italiane o internazionali.
1974-L´Atleta arriva negli USA e ricompare al "Getty Museum" . Lo storico fanese Prof. Alberto Berardi così ricostruisce la storia. La statua lasciò Gubbio (Perugia) con una spedizione di forniture mediche destinate al Brasile ad un missionario parente dei Barbetti. Poi la statua fu acquistata dal Consorzio Internazionale d´Arte Artemis e, nel 1971, spedita al Corner Institut di Monaco per il restauro. In questa sede l´allora direttore del Metropolitan Museum, Thomas Hoving, esaminò il bronzo, siamo nel 1972, ma l´acquisto non venne concluso perché nessuno seppe "certificare" la provenienza dell´Opera. Anche Paul Getty senior rinunciò all´acquisto che, invece, fu portato a termine dopo la sua morte.
1990- Inizia una trattativa Italia-USA per la restituzione delle opere trafugate ed esportate illegalmente.
A Fano, nel famoso campo di cavoli, fu rinvenuto un frammento "dell´Atleta di Lisippo". Questo ritrovamento venne segnalato dal Ministero dei Beni Culturali al Ministero degli Esteri . Prima il Ministro Prof. Rocco Bottiglione e poi il Ministro Francesco Rutelli vinsero un braccio di ferro con il Getty Museum per la restituzione delle Opere esportate illegalmente. La prima restituzione comprense 39 Opere tra cui la Venere di Morgantina, ma non "l´Atleta di Fano". L´ex direttore del Museo californiano, Michael Brand, insistette sulla sua tesi secondo la quale : non c´era alcuna prova che il Lisippo appartenesse all´Italia. Nell´aprile del 2007 l´Associazione Culturale " Le Cento Città" presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Pesaro per violazioni delle norme doganali e contrabbando. Questa tesi venne respinta, ma l´Associazione fece ricorso e, con il sostegno dell´Avvocatura dello Stato, il 12 giugno del 2009 il GIP Dott. Lorena Mussoni dichiarò la statua "Patrimonio indisponibile dello Stato, essendo stata ripescata da nave italiana e sbarcata a Fano, la scultura era soggetta a obbligo di denuncia e lo Stato avrebbe dovuto poter esercitare un diritto di prelazione o di acquisto coattivo".
Le Reazioni e commenti:
L´On. Francesco Rutelli ha dichiarato:" Con la confisca decisa a Pesaro ora il Getty dovrà dare applicazione al nostro accordo". La Fondazione Getty ha annunciato che farà ricorso in Cassazione contro la decisione del GIP Dott. Lorena Mussoni. La Fondazione, tramite il suo portavoce, sostiene:" "L´Atleta Vittorioso" è greco e non italiano e poi non l´abbiamo sottratto. all´epoca il Museo pagò e non c´è stato niente di criminale nelle nostre azioni." prosegue il portavoce Julie Jaskol:" il ritrovamento avvenne in acque internazionali".
Breve descrizione "dell´Atleta di Fano".
A) Il bronzo risale al IV secolo a.C.;
B) L´Opera di Lisippo, scultore ellenistico, rappresenta un nudo eroico;
C) L´Atleta si presenta con la base mancante sino all´altezza delle caviglie;
D) Gli occhi, forse in avorio, sono mancanti;
E) I capezzoli sono in rame;
F) L´Atleta avrebbe potuto far parte di un gruppo celebrativo composto da Atleti Vittoriosi, la cui collocazione poteva essere in un santuario dedicato ad Apollo come quelli di Delfi e Olimpia;
G) L´Atleta di Fano è alto 151, 5 cm., largo 70 cm. Pesa circa 50 kg.
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