sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
16 Febbraio 2010 ARCHEOLOGIA
Maria Grazia Filippi Il Messaggero
Esedre e sale ottagonali: ecco i tesori della Villa dei Quintili
FOTOGALLERY
tempo di lettura previsto 2 min. circa

ROMA - E´ un altro tassello di quello stupefacente Grand Tour moderno di cui turisti e romani si potranno deliziare dalla prossima primavera passeggiando nel Parco Archeologico dell´Appia Antica. Un´altra tessera del mosaico in parte ancora misterioso, che vede nella Villa dei consoli Quintili il fulcro di un complesso archeologico unico al mondo. Due scenografiche e lussuosissime sale destinate a banchetti di alta rappresentanza, un´esedra porticata con colonne corinzie e ioniche, e poi pavimenti mosaicati, latrine in marmo, fornaci per il vetro e per la calce: tra maggio e giugno, quando verranno presentati al pubblico questi ritrovamenti, emersi negli ultimi due anni di scavi della villa dei Quintili, l´Appia antica, la Regina Viarum, avrà un´altra straordinaria area da mostrare.

Una perla in più da aggiungere. Una campagna di scavo, realizzata dagli archeologi Riccardo Frontoni e Giuliana Galli sotto la guida della responsabile dell´Appia Antica per la Soprintendenza Archeologica Rita Paris, che dal 2007 al 2009 ha portato alla luce molto più di quello era lecito immaginare. «E moltissimo ci aspettiamo dagli scavi dell´area di Santa Maria Nuova - spiega la Paris - un´area acquisita nel 2006 che contiamo di aprire dopo l´estate grazie al finanziamento di 2 milioni di euro che il commissario straordinario all´Archeologia Roberto Cecchi ci ha destinato, proprio per continuare il lavoro di velorizzazione del parco archeologico».

Paragonabile per pianta, tecniche edilizie e decorazioni a Villa Adriana a Tivoli, la Villa dei Quintili ha una lunghissima storia raccontata proprio dalle continue sovrapposizioni di strutture murarie. «Con questi scavi abbiamo trovato conferme alle notizie arrivate dalle fonti storiche e dagli scavi sette-ottocenteschi - continua la Paris - arrivando sino a dettagli di uso quotidiano come le ciotole ancora piene di colori utilizzate dai pittori, i resti di una vetreria dove si rifondevano i materiali, latrine di lusso annesse alle terme. Eppoi le due straordinarie "coenatio": sale da pranzo per banchetti sontuosi. La prima, ottagonale, costruita come una torre alta quindici metri, diversi piani di calpestio perfettamente riscaldati e una splendida vista.

Accanto, una biblioteca e una grande piazza dove probabilmente si allestivano spettacoli all´aperto. Una seconda "coenatio" rotonda, costruita su un pavimento rialzato e coperta, con buona probabilità vista l´assenza di finestre, da una cupola con un´apertura centrale per l´illuminazione, un po´ come succede nel Pantheon a Roma. Sicuramente una zona di alta rappresentanza, visto che vi si accedeva attraverso una grande esedra circondata da alte colonne di marmo». Ora, in vista dell´apertura di primavera, sono al lavoro i restauratori. «Con 300 mila euro che il commissario Cecchi ci ha concesso per i restauri e la messa in sicurezza.

E grazie ai quali trasformeremo anche la cisterna riprodotta dal Piranesi in uno straordinario affaccio panoramico. Adesso aspettiamo l´aiuto del Comune per i problemi di viabilità, traffico, segnaletica, cassonetti e per una mobilità che non si limiti all´archeobus ma permetta a tutti di venire a visitare questa meraviglia».