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27 Gennaio 2010 ARCHEOLOGIA
Marco Perillo Corriere della Sera
Se i monumenti diventano discarica: «La Fescina» di Quarto invasa dai rifiuti
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NAPOLI – A Quarto, cittadina poco distante da Pozzuoli (un «quarto di miglio», come testimonia il nome), lo stato di declino in cui versano i monumenti dei Campi Flegrei si coniuga con l´attuale emergenza rifiuti che colpisce la zona. Ne fa le spese una testimonianza pre-romana tra le più suggestive, già da tempo dimenticata e fuori dalle mete turistiche. Si tratta del mausoleo detto «la Fescina» sito in via Brindisi; necropoli a cuspide piramidale su prototipo del IV secolo avanti cristo (il modello architettonico è quello del mausoleo d´Alicarnasso).

Rifiuti a non finire, differenziati e non, una massa di copertoni d´auto gettata sul pezzo di campagna antistante, persino un divano rotto: è questo il «biglietto da visita» che può scoprire chi, appassionato di archeologia, decide di andare a visitare il monumento. Lattine, vetri, abiti dimessi e un rovo di sterpaglie impediscono l´ingresso al recinto del colombario a pianta quadrangolare, dotato da cinque nicchie e danneggiato già nei secoli dai contadini che lo utilizzavano come deposito degli attrezzi agricoli.

La «Fescina» non è la sola testimonianza archeologica di Quarto; diversi sono i punti in cui si possono ammirare ruderi romani miracolosamente scampati all´onda edilizia che ha invaso la zona dagli anni ´60. Lo stato di degrado in cui languiscono non sorprende se si fa l´elenco dei siti mozzafiato tuttora inaccessibili nei Campi Flegrei a causa di lungaggini burocratiche: dal Rione Terra di Pozzuoli alle Cento Camerelle di Bacoli; dal Museo di Baia alla Grotta della Sibilla sul Lago d´Averno che si può visitare solo grazie alla disponibilità di una guida chiamata «Caronte», fino alle necropoli della via Campana e di Cappella. Per averne una piccola idea, basta vedere il video su Youtube realizzato dall´associazione «Freebacoli», in cui un simpatico visitatore (coperto dalla maschera di «Scream») cerca invano di entrare nei monumenti chiusi, abbandonati, e spesso e volentieri ridotti a discarica.