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10 Marzo 2005 ARCHEOLOGIA
EurekAlert!
LA FRATTURA ALLA GAMBA NON PONE FINE AL MISTERO DI TUT
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Robert Connelly, lettore anziano di Antropologia Fisica dal Dipartimento di Anatomia Umana e Biologia Cellulare dell´Università di Liverpool, lavora con le autorità egiziane per analizzare le recenti scoperte, a seguito della scansione tomografica della mummia di Tutankhamun. Gli è stato domandato un commento sulle impressioni tratte dall´esame e un´opinione sulla causa della morte del celebre faraone.

Connolly ha ri-analizzato l´originale scansione ai raggi-X della gamba, effettuata dal Professor Ronald Harrison nel 1968, e non ha trovato evidenze, come il coinvolgimento di tessuto soffice, che possano suggerire che la frattura dell´osso femorale si sia infettata.

Connolly aggiunge: "La ferita alla gamba di Tutankhamun potrebbe essere stata provocata per caso. Vi sono rimarchevoli somiglianze tra questa frattura e quella di una mummia inglese – l´Uomo di St Bees in Cumbria – che riportò lesioni fatali al petto in un banale incidente. E´ pertanto possibile che il Re sia morto in conseguenza di un incidente sul carro, o riportato nel corso di un gioco o di una gara sportiva, o perfino in guerra.

"Un´altra possibilità è che la gamba sia stata rotta nel corso dell´autopsia del 1925, quando la mummia fu segata a metà, appena sotto la cassa toracica, per nessuna ragione apparente medica o scientifica. E´ possibile che il danno all´osso della gamba ed alle costole sia stato provocato in quella circostanza, nel tentativo degli scienziati di trovare oro nascosto nelle cavità del corpo.

L´originale scansione ai raggi-X aveva rivelato frammenti d´osso nel cranio, che portarono alcuni autori a ritenere che il Re fosse stato ucciso da un colpo alla testa. Ad ogni modo, Connolly ha determinato che le ossa si sono dislocate dalla sommità del collo e non dal cranio come precedentemente ritenuto.

Continua: "E´ possibile che le vertebre si siano rotte quando i sacerdoti egiziani rimossero il cervello. Riteniamo che vi sia stato un sostanziale ritardo tra la morte e la mummificazione, nel corso del quale periodo di tempo il cervello si potrebbe essere liquefatto. I sacerdoti hanno certamente drenato via la materia cerebrale dalla base del cranio, piuttosto che rimuoverla nel modo tradizionale, dal naso.

"Ad ogni modo, l´osso non era intrappolato nella resina che i sacerdoti usavano per preservare il corpo, suggerendo che l´osso non si fosse rotto durante la mummificazione. E´ più probabile che sia stato dislocato nell´autopsia del 1925, quando gli scienziati hanno cercato possibili tesori all´interno del cranio.

Connolly aveva in passato condotto una simile analisi sull´Uomo di Lindow – il corpo trovato in una torbiera presso Lindow Marsh, Cheshire, nel 1984, che si trova attualmente in esposizione al British Museum.