Secondo gli studi del dott. Tali Erickson-Gini, dell´Israel Antiquities Authority, il re asmoneo Alessandro Ianneo non solo conquistò Gaza spingendosi poco più a Sud, ma prese anche il deserto del Negev e per decenni impedì ai nabatei di usarne la Via dell´incenso.
Uno dei siti esaminati è Horvat Ma´agurah, situato in un punto strategico che dà sul Nahal Besor – un wadi nel Sud d´Israele -. Qui passava la Via dell´incenso che collegava Petra e Gaza. I nabatei vi trasportavano beni preziosi, come mirra e franchincenso, dall´entroterra verso i porti del Mediterraneo e in Egitto (vedi la mappa sotto).
I ritrovamenti a Horvat Ma´agurah indicano che dopo la conquista di Gaza nel 99 a.C., Alessandro Ianneo costruì una fortezza con quattro torri dentro un precedente caravanserraglio nabateo.
A causa della forma della fortezza il dott. Rudolph Cohen, che aveva scavato il sito precedentemente, pensò che si trattasse di una roccaforte del periodo romano (fine del III secolo d.C.). Ma una nuova analisi dei manufatti scoperti qui e le caratteristiche della fortezza stessa indicano che l´opera è degli Asmonei.
Grazie a ciò fu possibile bloccare qualunque attività nabatea sulla loro principale via commerciale e mandarli via pure dal Negev. Gli Asmonei tennero la fortezza fino al 66 a.C. impedendo qualsiasi movimento dei nemici nabatei lungo la strada tra Halutza e il nord della penisola del Sinai, e tagliarono per molti decenni le rotte nel Negev tra Petra e i porti.
Erickson-Gini dice: "Stiamo parlando di una scoperta rivoluzionaria che riscriverà le mappe della regione che descrivono quell´epoca, e aumenta di molto il territorio governato dagli Asmonei nel cuore delle regioni montagnose del Negev [...]".
La scoperta supporta anche l´ipotesi per cui Nessana, un altro sito nabateo dove è stata recuperata una moltitudine di monete di Alessandro Ianneo, era governata da questi.
Erickson-Gini aggiunge: "Un altro fatto interessante è che l´esercito che Alessandro Ianneo ingaggiò era per la maggior parte una forza mercenaria composta da soldati non ebrei. Possiamo confermarlo basandoci su recipienti importati trovati accanto ad [altri] recipienti ebraici, e dal vino portato dall´estero. Apparentemente Alessandro Ianneo e la sua vedova Salomé Alessandra non potevano contare sui soldati ebraici a causa di forti divisioni politiche [...]".
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