Il castello di Sassari venne eretto nel XIV secolo, tra il 1326 e il 1331, dai catalano‐aragonesi con lo scopo di deterrente nei confronti delle periodiche sollevazioni e rivolte dei sassaresi che mal tolleravano la condizione di sudditanza.
In virtù di tale scopo beneficiò di una struttura imponente a pianta quadrilatera con quattro torri poste agli angoli e una quinta torre massiccia all´ingresso, che ospitava il presidio armato agli ordini del Governatore iberico della città. Nel corso dei secoli venne utilizzato per varie mansioni: caserma militare, prigione nobiliare ed ecclesiastica, luogo di tortura e di esecuzioni capitali. Verso il 1535 divenne la sede, unica in tutta la Sardegna, del Tribunale del Sant'Uffizio o dell´Inquisizione. Nel 1877 venne abbattuto e al suo posto edificata la caserma sabauda "La Marmora". La delibera per l´abbattimento venne emanata nel 1869 e l´unica voce discordante fu quella autorevole dello storico Enrico Costa che definì "insensata" la scelta della demolizione. Fino al 2008 si è sempre creduto che non fosse rimasta traccia del Castello a parte qualche sotterraneo di poco valore. Ma gli scavi per la ristrutturazione della piazza hanno smentito queste credenze. A poco a poco gli archeologi stanno infatti facendo emergere parti del Castello che si credevano distrutte. Sta affiorando la facciata principale, il fossato del XVI secolo e ben due piani interrati riferibili al sistema difensivo o antemurale. Le mura sono dotate di bocche da fuoco nelle quali venivano ubicati i cannoni che si affacciavano sul centro cittadino, verso l´attuale p.zza Azuni. Il fossato in alcuni tratti sfiora i nove metri d´altezza e i corridoi interni del Castello si districano nel sottosuolo per un centinaio di metri. All'interno sono stati trovati una fontana di pietra a forma di fiore, una prigione utilizzata dall'Inquisizione e una fabbrica di maioliche.
Il Castello è sicuramente il più grande ritrovamento della città e il più interessante sito archeologico anche dal punto di vista turistico, eppure al momento non esiste un progetto esecutivo per la sua valorizzazione.
iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna chiama a raccolta tutti i cittadini sassaresi perchè si riapproprino di questo patrimonio. Per questo motivo alcuni attivisti sono entrati clandestinamente nel Castello
per documentare limponenza del complesso archeologico e informare la città.
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