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18 Dicembre 2009 ARCHEOLOGIA
Il Tirreno
Alla ricerca del corpo di Caravaggio: scienziati nella cripta
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Sono iniziati i lavori di ricerca del corpo di Caravaggio a Porto Ercole. La cripta dove si sono concentrate le ricerche è stata aperta e potrebbe dare una soluzione a uno dei "gialli" del mondo dell'arte: come è dove è morto il grande pittore.

Ipotesi, studi e ricerche non avevano finora portato a nessun risultato certo che potesse svelare il mistero della morte di Caravaggio. Ma il ritrovamento di un antico atto di morte stilato a Porto Ercole, sembra comprovare che il grande pittore dalla vita turbolenta, non sia morto sulla spiaggia della Feniglia, come indicavano le ultime tracce, ma a San Sebastiano, nel cui cimitero, che non esiste più dal 1956, fu sepolto.

La ricerca, presentata nei mesi scorsi a Roma è stata condotta dal Comitato Nazionale per la Valorizzazione di Beni Storici, Culturali e Ambientali, presieduta da Silvano Vinceti, di cui fanno parte studiosi, storici e uomini di cultura.

I resti dell'ossario del piccolo cimitero di San Sebastiano furono trasferiti, verso la fine degli anni Cinquanta, nel cimitero di Porto Ercole, dove sono concentrate le ricerche degli studiosi di quattro università italiane (Bologna, Lecce, Ravenna e Pisa), e volontari, coordinate dal Comitato Scientifico, presieduto dal professor Giorgio Gruppioni, ordinario di antropologia all'Università di Bologna.

Attraverso test scientifici di assoluta attendibilità, come la prova del carbonio14 e del dna, i laboratori universitari selezioneranno le ossa di circa 200 individui per arrivare a quelle di Caravaggio. La selezione dei resti prevede inizialmente la suddivisione dei reperti appartenenti a donne, da quelli maschili. Infine, i resti che presumibilmente saranno individuati come quelli appartenenti a Caravaggio, saranno comparati al dna dei discendenti del fratello di Caravaggio stesso.

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, ha vissuto una vita turbolenta, conclusasi nel 1610 con una morte misteriosa. Gli studiosi dell'artista che dipingeva "con carne e sangue", dibattono perfino sul luogo della sua nascita, che taluni storici fanno risalire, nel 1571, a Milano, mentre altri a Bergamo. Sulla fine del grande pittore si erano profilate otto ipotesi, di cui l'ultima, quella del professor Maurizio Marini, storico dell'arte, esperto di Caravaggio, lo vuole fuggiasco da Napoli, gravemente ferito e in attesa della grazia papale per omicidio, sbarcato a Porto Ercole, dove al suo grave stato di salute si è aggiunta anche una febbre tifoide presa con cibo infetto.

Caravaggio è così malconcio che viene ricoverato nel reparto femminile dell'infermeria di S.Maria Ausiliatrice, dove muore nel 1610 e non, come riporta erroneamente l'atto di morte ritrovato nella Chiesa di S.Erasmo, nel 1609. L'errore anagrafico è dovuto al fatto, secondo Marini che "non era ancora stato introdotto il calendario gregoriano nell'area senese".

TAG: DNA, Mistero