Per millenni, gli antichi egizi usarono catrame di petrolio per preservare i corpi. Ora ricerche geologiche mostrano che il catrame proveniva da diverse fonti, offrendo uno sguardo sulle antiche rotte commerciali.
Tutte le sabbie di catrame – petrolio, asfalto e bitume – contengono un componente specifico della fonte, conosciuto come bioindicatore, che ha caratteristiche geologiche uniche, strettamente correlata al precursore biologico del petrolio. Usando la cromatografia a gas e lo spettrometro di massa, i geologi possono identificare questi indicatori biologici nel petrolio, al fine di creare un´"impronta digitale" molto specifica che li aiuterà a determinare la posizione in cui l´olio ha avuto origine. Questa tecnica è spesso utilizzata per verificare le quantità di oli combustibili che fuoriescono dalle navi o da altri punti d´origine.
Recentemente, un gruppo di geologi ha determinato le "impronte digitali" del catrame originatosi dalle infiltrazioni di petroli naturali in Medio Oriente e campioni di catrame prelevati dalle bende di mummie di 3, 000 anni or sono. Hanno verificato così che le mummie preservate nel catrame era originarie del Mar Morto, a distanza di alcuni stati, presso quello che è attualmente l´Israele.
Ma nel 2002, Michael Lewan del Servizio Geologico degli Stati Uniti, Denver, che lavorava con i colleghi James Harrel dell´Università di Toledo, ha trovato una mummia il cui catrame poteva essere fatto risalire ad un sito chiamato Gebel Zeit ("Montagna dell´Olio" in arabo) nel Golfo di Suez in Egitto – la prima scoperta di petrolio egiziano usato nella preservazione delle mummie. A seguito della spinta di questa ricerca, il geochimico Chuck Kennicutt, dell´Università A&M del Texas, assieme ad alcuni colleghi dell´Università di Alessandria d´Egitto, e altrove, ha esaminato le tracce dei bioindicatori di molte più mummie, per verificare se si potevano trovare evidenze di catrame nelle mummie, originarie dello stesso sito in Egitto.
Sul numero di prossima pubblicazione di Journal of Geoarchaeology, il rapporto di Kennicutt riporta questi ritrovamenti. Le nuove evidenza, in combinazione con studi precedenti che mostravano come il catrame fosse originario del Mar Morto, confermerebbe, dicono, che gli Egiziani usavano petrolio da diverse fonti per imbalsamare i loro morti. "La nostra ricerca estende l´idea che il commercio fosse diffuso ampiamente per tutto il mondo Medio Orientale in antichità, come lo è oggi" ha dichiarato Kennicutt.
Analizzando più mummie, come anche altri reperti che usano il petrolio per una varietà di propositi – ad esempio, come sigillante per vasi di ceramica e cesti, e adesivo per gioielleria – potrebbe ulteriormente illuminare il commercio e la vita di migliaia di anni or sono, ha spiegato Lewan. "Questa è una nuova ed affascinante applicazione della ricerca del petrolio" ha dichiarato.
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