Si è conclusa a metà ottobre l´VIII campagna di scavi nel Parco Archeologico di Siponto avviata il 7 settembre dagli studiosi dell´Università di Bari nell´ambito delle attività didattico-scientifiche dell´insegnamento di archeologia medievale tenuto dalla professoressa Caterina Laganara nel corso di laurea in beni culturali della facoltà di lettere e filosofia e in quello in scienze e tecnologie per la diagnostica e la conservazione dei beni culturali della facoltà di scienze.
L´attività archeologica è parte integrante del progetto "Valorizzazione museale della civiltà sipontina" finanziato dalla Regione Puglia – assessorato al diritto allo studio settore beni culturali, in corso di realizzazione.
Lo scavo è stato condotto nella forma del campo-scuola con la partecipazione del Laboratorio di topografia antica e fotogrammetria dell´Università del Salento diretto dal prof. Giuseppe Ceraudo che collabora al progetto per tutte le attività topografiche avviate nel 2007.
L´intervento, nella logica più generale della conoscenza delle dinamiche insediative dell´antica città portuale di Siponto fino al suo abbandono, ha interessato quattro aree di intervento. Gli interessanti esiti raggiunti hanno ulteriormente ampliato la conoscenza della "facies" insediativa postclassica, quella finora nota, con l´identificazione di altri edifici abitativi, dei resti purtroppo fortemente compromessi di una chiesa a tre absidi posta vicino al circuito murario e di un imponente complesso da cui proviene una lastra frammentaria in pietra calcarea presumibilmente relativa ad una porta monumentalizzata, recuperata nello strato di crollo.
Nella zona a ovest della statale 89 Foggia-Manfredonia l´equipe, coordinata da Ceraudo, ha messo in luce un nuovo tratto della cinta muraria, in opera quadrata con nucleo in cementizio, risalente quindi alla fondazione della colonia romana, e una porzione del muro perimetrale esterno dell´anfiteatro, edificato in età augustea quasi tangente alla mura, le cui tracce erano state individuate nelle foto aeree verticali e nelle foto oblique acquisite attraverso le ricognizioni aeree a bassa quota.
Alle varie attività di scavo archeologico e di documentazione hanno partecipato ricercatori, dottori di ricerca e dottorandi in archeologia medievale dell´Ateneo di Bari (Patrizia Albrizio, Austacio Busto, Raffaelle Palombella, Cosetta Petronella, Enrica Zambetta) e in topografia antica dell´Università del Salento (Giovina Caldarola, Patrizia Gentile, Katia Luzio, Claudio Martino, Tiziana Marinacci, Adriana Valchera).
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