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2 Dicembre 2009 ARCHEOLOGIA
Anna Astrella Il Giornale
I marmi dell´Ara Pacis tornano a colori
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Tecnologia virtuale e archeologia romana. Insieme, in uno strano connubio che restituisce gli antichi colori ai marmi dell´Ara Pacis. E si perché, anche se gli oltre mille anni di permanenza nel sottosuolo del Campo Marzio hanno cancellato dal monumento voluto da Augusto ogni traccia visibile, gli addetti ai lavori sanno bene che l´altare era variopinto con colori realizzati con elementi tratti dalla natura, come lo zafferano o il cromo. E domani (22 novembre 2009) sera, a partire dalle 21, le diverse tonalità cromatiche saranno ricreate con un sistema di software e un´illuminazione pensata con energia a basso consumo.

Spazio allora all´azzurro del cielo, alla corazza rossa del dio Marte perché i giochi di luce coinvolgeranno sia il versante occidentale che quello orientale dell´altare. Nel primo si soffermeranno sui pannelli raffiguranti Enea che compie i sacrifici ai Penati e su quello del Lupercale, cioè il momento saliente del mito della fondazione di Roma: Romolo e Remo allattati dalla Lupa. Nel secondo invece i colori saranno sui pannelli della Tellus, personificazione della terra madre, e su quello della Dea Roma. In più anche il grande fregio vegetale, presente su entrambi i fronti e capolavoro assoluto dell´arte decorativa romana, riprenderà l´antica colorazione grazie a un dettagliato riconoscimento delle specie rappresentate, oltre settanta, la cui colorazione risultata impostata rispettandone i colori naturali delle piante (di questo studio si è occupato la cattedra di Botanica dell´università di Roma Tre).

Per ammirare l´Ara Pacis a colori l´ingresso domani sarà gratuito fino a mezzanotte, ma si tratta solo di una specie di «anteprima» perché il sistema di illuminazione, creato grazie al contributo di privati (il Gruppo romano supermercati), è permanente e sarà utilizzato in occasioni di particolari festività specie legate alla storia della città.

«Una prova generale di questo evento - ha sottolineato il sovrintendente del polo museale romano Umberto Broccoli - c´è stata il 29 settembre 2008 in occasione del compleanno dell´imperatore Augusto e già allora se ne è parlato tanto, perché questa sofisticata tecnologia è frutto di un complesso lavoro di studiosi che ora diventa anche spettacolo».

In effetti la scelta delle singole tinte è stata realizzata sulla base di un complesso confronto con la pittura romana, specialmente pompeiana, condotto su monumenti di età successiva ma influenzati dall´Ara Pacis. «A Roma - ha chiarito l´assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi - abbiamo un patrimonio artistico così grande da essere difficilmente censito, figurarsi com´è complicato valorizzarlo, anche perché la vera valorizzazione avviene solo rendendolo fruibile dai cittadini. E per quest´ultima cosa l´interessamento virtuoso dei privati produce senza dubbio il bene della città».