LONDRA – L´anello d´oro che contiene una ciocca di capelli di Napoleone era finito chissà dove. Trafugato, venduto o nascosto in qualche salotto privato. Stessa sorte di molti tesori di cui si conosce l´esistenza ma che prendono poi strade misteriose: a volte spariscono, a volte ritrovano la loro giusta cornice. Ed è così per questo gioiello ricco di leggenda e di storia che a Londra sta per essere riconsegnato alla curiosità del pubblico in Lincoln´s Inn Field numero 13, a due passi dal British, nelle sale della ex dimora di Sir John Soane, vissuto fra il 1753 e il 1837, oggi un museo con le sue eredità.
Sir John era un collezionista e nel 1833 riuscì ad ottenere un «Atto del Parlamento» che garantiva la conservazione della casa, degli arredi e delle opere d´arte che vi erano custodite, il tutto «a beneficio degli amatori e degli studenti». Una tutela estesa a quel reperto, la ciocca di capelli di Napoleone, che Sir John aveva ricevuto da Miss Balcombe e che lui, successivamente, aveva chiuso e sigillato nell´anello commissionato a un orafo famoso per 5 sterline. Sir John proteggeva il monile con cura particolare, assieme alle lettere che ne comprovavano l´originalità e la provenienza. Forse la «reliquia» capitò fra i beni trasmessi ai nipoti di Sir John, comunque scomparve. Fino a che, poche settimane fa, una telefonata dalla casa d´aste Christie´s ha allertato i responsabili della collezione: attenzione, un privato vuole vendere il piccolo e preziosissimo oggetto. E l´anello è dunque tornato al suo posto. Sir John Soane era un architetto famoso e aveva un hobby: comperava centinaia di statue, di quadri, di reperti archeologici. Aveva pure una sottile ammirazione per Napoleone, suo contemporaneo. Insolito per un inglese. Ma lui era così, eclettico e un po´ fuori dagli schemi del tempo.
Diplomato alla Royal Academy era emerso dall´anonimato: grazie alle sue doti la Banca d´Inghilterra, più tardi, gli affidò l´incarico di «Surveyor» per la progettazione e la realizzazione dello Stock Office e della Rotonda di quella che sarebbe diventata la sede, in Threadmill Street, di una delle istituzioni finanziarie più importanti al mondo. Ma Sir John oltre che per il disegno e il lavoro aveva quella incorreggibile passione. Era riuscito a riempire la sua residenza di autentici capolavori (era un appassionato di Canaletto). Gli mancava proprio un pezzo napoleonico. Essendo un viaggiatore instancabile (aveva trascorso anche tre anni in Italia) e un ottimo conversatore, il caso e la fortuna vollero che si incontrasse con Elisabeth Balcombe, la figlia di un ufficiale che a Sant´Elena era stato fra i custodi del Napoleone prigioniero e reduce dalla sconfitta di Waterloo. La ragazza stessa, Betsy, aveva soggiornato a Sant´Elena e aveva conosciuto il Bonaparte. Era entrata «nelle grazie dell´ex imperatore» che le aveva donato una ciocca dei suoi capelli. Betsy se ne privò per consegnarla a Sir John. Posò la ciocca su una lettera autografa che, anch´essa ritrovata, dice: «Conoscendo quanto sia alta la considerazione di Mr Soane per le reliquie dei grandi uomini, Miss Balcombe si presenta con una ciocca di capelli del Bonaparte ricevuta dalla mani del grande Personaggio». L´architetto John Soane ne era entusiasta. Oltre ai capelli aveva recuperato anche la pistola, l´ultima pistola di Napoleone (ma questa è stata in seguito rubata) e aveva collocato i tesori nella stanza della colazione. Alla sua morte lasciò tutto ai nipoti con la speranza che riuscissero a gestire la casa-museo secondo la volontà indicata. Invece alcuni preziosi sparirono. L´anello coi capelli di Napoleone a distanza di quasi due secoli è rientrato. Il privato che lo possedeva, assieme alla lettera di Miss Balcombe, voleva metterlo all´asta ma si è convinto a restituirlo, con adeguato compenso. Mancano ancora due tesori: la pistola di Napoleone e un diamante appartenuto ai Romanov, zar di Russia, la gemma di Sir John Soane che nessuno sa dove sia.
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