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26 Novembre 2009 ARCHEOLOGIA
Giovanna Galliano Il Secolo XIX
Quartieri romani di Acqui, accordo tra le istituzioni
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Un primo passo verso la musealizzazione dell´area ex palaorto si è compiuto. Il Comune, la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte, hanno deciso di siglare un protocollo d´intesa con il preciso intento di conservare e rendere fruibili dal pubblico buona parte dei reperti archeologici rinvenuti durante lo scavo delle fondamenta per costruire il grande palazzo destinato alla realizzazione di alloggi ed uffici.

La notizia è stata ufficializzata ieri dalla sovrintendente ai Beni Architettonici del Piemonte Egle

Michelotto che, insieme Marika Venturino, funzionario responsabile per la provincia di Alessandria, ha partecipato alla commissione Cultura. La conservazione, appunto, di quel patrimonio archeologico, circa 4500 metri quadrati di quartieri di epoca romana giudicati fra i più belli del Nord Italia. «Si tratta di reperti particolarmente importanti - ha detto infatti Egle Michelotto - che meritano una grande attenzione». Per questo, dopo discussioni durate mesi ma che fino ad ora non hanno portato a nulla, se non ad un costante deterioramento dei ritrovamenti, si è deciso di sottoscrivere un impegno che permetterà, nell´arco di qualche anno, di realizzare un importante polo d´attrazione per lo studio della storia romana e piemontese.

Secondo la Sovrintendenza l´idea sarebbe quella di conservare l´area ad ovest dello scavo. Diverso invece il destino della parte est, quella più vicino al centro cittadino: lì, dopo l´asportazione di quanto conservabile, potranno essere realizzati i parcheggi sotterranei del palazzo.