In attesa di cambiare il traffico cittadino, la metropolitana da De Ferrari a Brignole ha cambiato la città preistorica. I reperti e le testimonianze venute alla luce nel corso degli scavi, condotti dalla soprintendenza ai Beni archeologici della Liguria, nei cantieri del metrò hanno consentito di ricostruire i cambiamenti nel corso dei millenni di una parte della città rimasta fuori dal centro abitato fino al Seicento.
Ora i materiali rinvenuti vengono esposti al museo di Archeologia ligure di Pegli in una mostra, inaugurata ieri, curata da Piera Melli e Angiolo Del Lucchese, organizzata dalla soprintendenza e dal settore Musei del Comune, con il patrocinio della Regione e della Provincia e il contributo di Ansaldo Sts e Banca Passadore. Ci sono focolari, resti di pasto, attrezzi e un robusto muro a secco lungo circa nove metri risalente all´età del Bronzo antico.
Ci sono poi le testimonianze relative all´età del Ferro, all´epoca romana, medievale e seicentesca, quando in quell´area si trovava il monastero delle Brignoline. Inoltre all´Aquasola, durante i lavori di scavo di un pozzo della metropolitana, è stato rinvenuto un tumulo sepolcrale risalente all´età del Ferro. Piera Melli, perché queste scoperte sono così importanti? «Perché grazie a loro abbiamo finalmente una Genova preistorica». In che senso? «Esistevano ipotesi concrete di una presenza umana in epoca preistorica nell´area genovese. Ma è la prima volta che troviamo materiali che dimostrano questa presenza». Chi erano questi antichi progenitori? «Dai reperti rinvenuti abbiamo visto che frequentavano la collina di Montesano, nei pressi di Brignole, cacciavano, allevavano animali. Abbiamo rinvenuto prove che questi abitanti praticavano la "scalvatura" delle piante, vale a dire tagliavano le fronde usandole poi come foraggio». A che epoca risalgono i reperti che avete rinvenuto? «Siamo intorno al 4.800-4.500 avanti Cristo». Dunque una presenza umana anteriore a quelle di S. Silvestro, sulla collina di Castello? «Mi sembra di poter dimostrare che nella zona di Brignole, precisamente dalle parti dove oggi sorge piazza della Vittoria, esisteva un´ansa del Bisagno che anticamente serviva da approdo per le imbarcazioni.
D´altra parte per le piccole barche in uso era più semplice risalire il torrente e trovarvi protezione». Ora ci vorrebbe un´altra linea del metrò per riuscire a scavare ancora e a trovare nuovi tesori... «Speriamo intanto che si decida di realizzare la stazione del metrò a Corvetto. Chissà che scavando nuovamente in quell´area non si riesca a trovare l´inquilino del tumulo sepolcrale, insomma il sepolcro e il suo proprietario».
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