La mostra illustra parte dei rinvenimenti effettuati a Faenza dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell´Emilia-Romagna nel corso degli ultimi 15 anni. Un buon numero di queste scoperte è costituito dai "butti", termine con cui indichiamo quel complesso di materiali (ceramica, vetro, metallo, resti di pasto ed altro) che veniva appunto buttato come spazzatura.
A Faenza, come in molte altre città, esistevano norme precise che si interessavano dello smaltimento dei rifiuti, prima fra tutte quella che vietava ai privati di disperderli in luoghi pubblici. Spesso accadeva quindi che pozzi, cisterne e cavità sotterrane fossero riconvertite in discariche per lo smaltimento dei rifiuti domestici. Lo studio di questi materiali -che sono prevalentemente il risultato delle attività legate alla preparazione, cottura e conservazione dei cibi- rappresenta per l´archeologo uno dei principali strumenti per comprendere la vita quotidiana del passato. Oltre a questo, lo scavo dei butti ha consentito il recupero di un´ingente quantità di ceramiche prodotte a Faenza ed in altre zone d´Italia tra la fine del XIV ed il XVIII secolo.
Vista la sede della mostra, non abbiamo ritenuto utile soffermarci sulle caratteristiche delle singole tipologie ceramiche, rimandando, per un approfondimento del tema, ad una visita al MIC (Museo Internazionale per la Ceramica). Abbiamo cercato invece di considerare i butti rinvenuti come contesti da leggersi nel loro complesso, per i dati di carattere economico e sociale che possono fornire.
La mostra è curata dall´archeologa Chiara Guarnieri ed è realizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell´Emilia-Romagna e dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, con il sostegno della Banca di Romagna e di Romagna Acque.
Il rinvenimento di butti legati all'attività delle officine dei ceramisti, presenti in gran numero a Faenza, ha suggerito di articolare l'esposizione in due percorsi: il primo affronta il tema generale dei butti nel contesto faentino, l´altro tratta quello della produzione dell´oggetto in ceramica, dalla foggiatura al momento della sua immissione sul mercato.
La spazzatura però non è solo uno strumento di conoscenza del passato ma può anche diventare ispirazione d´arte, come testimonia la mostra di Bertozzi&Casoni "Nulla è come appare. Forse", allestita al MIC fino all'11 gennaio 2009, che la riproducono con impressionante realismo.
Per ulteriori informazioni si rimanda all'articolo: http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/mostre/faenza_butti/bello_butti.htm
Museo Internazionale delle Ceramiche, Viale Baccarini n. 19 a Faenza (RA)
Da mercoledì 29 ottobre 2008 a domenica 1 marzo 2009
martedì-giovedì 9, 30-13, 30 - venerdì-domenica 9, 30-17, 30
Ingresso € 6, 00 - Info 0546.697311
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