"Celebre ed insigne sarebbe stata Bologna se altro ancora non avesse avuto e contenuto in se stessa, che questa enigmatica lapide". Così lo storiografo settecentesco Serafino Calindri scriveva della "Pietra di Bologna", iscrizione latina incisa su una pietra rettangolare, dedicata da un immaginario Lucius Agatho Priscius a una misteriosa Aelia Laelia Crispis. La lapide è oggi riconosciuta come un falso cinquecentesco, ma il suo testo enigmatico rimane oggetto di molteplici interpretazioni da parte degli studiosi. Della storia della pietra, e dei motivi del grande interesse che tutto il mondo erudito e letterario le rivolge da ormai quattro secoli, ha trattato Nicola Muschitiello nella conferenza Un mistero bolognese: Aelia Laelia Crispis in programma martedì 20 ottobre alle ore 18.00 in Piazza delle Culture.
Le prime citazioni di Aelia Laelia Crispis risalgono al XVI secolo, con documenti che ne attestano la presenza nella chiesa del convento di Santa Maria in Casaralta; il senatore Achille Volta la fece poi ricopiare nel Seicento su una nuova lastra di marmo rosso, la copia che si è conservata fino i nostri giorni. La pietra scampò al bombardamento che distrusse nel 1943 i resti del complesso conventuale, e oggi, dopo un restauro nel 1988, è conservata nel lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna.
Il testo della lapide è stato considerato sin dal Cinquecento un enigma da risolvere, e tra le spiegazioni proposte spiccano per suggestione quelle alchemiche, secondo cui la corretta interpretazione del testo avrebbe consentito di sintetizzare la famosa pietra filosofale. Alla pietra si è interessato anche lo psichiatra Carl Gustav Jung, che vi impernia parte dell´analisi psicanalitica dell´alchimia medievale contenuta nel suo Mysterium Coniunctionis; non minore l´attenzione del mondo letterario, in particolare con le citazioni di Aelia Laelia Crispis contenute nei racconti Pandora e Le Comte de Saint-Germain di Gérard de Nerval. La produzione letteraria attinente alla Pietra di Bologna è proseguita fino a oggi, in particolare con racconti e romanzi gialli cui Aelia Laelia Crispis continua a fungere da ispirazione.
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