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20 Ottobre 2009 ARCHEOLOGIA
AGI News On
ARCHEOLOGIA: CON FAI DI ROMA ALLA SCOPERTA DI TESORI NASCOSTI
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Roma - Da ottobre a maggio cinque appuntamenti per scoprire una Roma archeologica segreta e misteriosa e soprattutto sconosciuta ai piu'. E' quanto prevede uno stimolante progetto realizzato dal FAI della capitale in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Culturali e la Sovrintendenza ai Beni. L'iniziativa "Cosa FAI oggi" e' rivolta a tutti gli appassionati di arte e archeologia romana che potranno cosi' conoscere con visite gratuite monumenti e siti archeologici di grande valenza storico-artistica, ma poco conosciuti al grande pubblico perche' abitualmente non accessibili. Le visite saranno guidate dal collaudato stuolo di volontari del FAI (gli stessi che animano le giornate FAI di Primavera). Si inizia dunque sabato 17 ottobre 2009 con il Tempio delle Botteghe Oscure o "delle Ninfe" di Via Celsa angolo Via delle Botteghe Oscure. A seguire sabato 21 novembre con La Sala degli Stucchi del Teatro Marcello; sabato 13 febbraio con I segreti del Teatro Argentina; sabato 17 aprile con La Casina del Cardinal Bessarione per concludersi sabato 8 maggio con la Porta Asinaria a San Giovanni Le aperture della Sala degli Stucchi del Teatro Marcello, del Teatro Argentina e della Casina del Cardinal Bessarione saranno arricchite da letture di testi classici a cura della Compagnia La Bottega del Segno.

Il ritrovamento del tempio di via delle Botteghe Oscure avvenne casualmente nel 1938, in seguito agli interventi urbanistici che negli anni del Governatorato trasformarono profondamente l'aspetto di questa strada . In tale occasione tornarono alla luce i resti di un quadriportico di eta' domizianea e di un tempio repubblicano, oggetto di ulteriori indagini negli anni '50 e piu' di recente nel 1996. Del porticato domizianeo rimangono solo alcuni tratti dei muri perimetrali sotto gli edifici moderni, mentre nell'area archeologica di via delle Botteghe Oscure sono visibili i resti del colonnato meridionale del tempio, di una fontana e di parte del lastricato della piazza. Il tempio era periptero ed ottastilo, cioe' circondato su tutti i lati da colonne di cui otto erano allineate sulla fronte, e vi si accedeva tramite una scalinata. Il podio era rivestito di travertino e su di esso sono state rialzate nel 1954 due colonne di peperino, ricoperto di stucco, con capitelli corinzi in travertino. Dietro e' visibile il muro della cella in mattoni, attribuibile al restauro domizianeo, dopo l'incendio che nell'80 d.C. devasto' il Campo Marzio centro meridionale.