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6 Ottobre 2009 ARCHEOLOGIA
Alessia Cozzolino Capitoloprimo.it
Al Sob proseguono le missioni archeologiche: alla scoperta del Sese Rosso
tempo di lettura previsto 4 min. circa

L'Istituto universitario Suor Orsola Benincasa nell'ambito del corso di studi - Conservazione dei beni culturali - presenta l'ultima entusiasmate ricerca archeologia svolta dall'Ateneo. Protagonista l'isola di Pantelleria nella quale sono stati ritrovati reperti risalenti alla prima metà del II millennio a.C., tra cui cospicui insediamenti capannicoli e monumentali tombe in pietra a secco, con diverse celle funerarie e corridoi di accesso, chiamati, nel dialetto locale, "sesi". Tutto ciò è stato reso possibile grazie anche alla collaborazione del Comune dell'isola, che ha messo a disposizione alcuni fabbricati per l'accoglienza dei ricercatori e degli studenti degli Atenei di Napoli e di Bologna. Gli scavi si sono concentrati sul prestigioso abitato preistorico di Mursìa (il cui primo scavo iniziò ai primi del ´800 per intervento del famoso archeologo Paolo Orsi), mettendo in luce buona parte dell'antico insediamento, scoprendo anche le tracce di un fiorente commercio marittimo con le aree del Mediterraneo centro-meridionale (costa meridionale dell'isola di Creta e delta del Nilo); ne sono testimonianza alcuni reperti di particolare rilevanza, come collane in faience, un orecchino in cobalto placcato in oro e diversi elementi di parure in bronzo. Quest'anno, lo scavo sistematico di uno dei corridoi d'accesso alla cella funeraria centrale, ha permesso agli archeologi di mettere in luce, nella loro giacitura originaria, i vasi usati per i rituali connessi con la deposizione del defunto e i resti dei sacrifici effettuati in tale occasione, soprattutto come da tradizione nel Mediterraneo preistorico i resti di volatili; divenuti ora merce di studio degli zooarcheologi che operano nei Laboratori di Scienze Applicate all'Archeologia della Facoltà di Lettere dell'Università Suor Orsola Benincasa Sebastiano Tusa coordinatore assieme a Massimiliano Marazzi, professore ordinario di Civiltà dell'Egeo e dell'Anatolia presso l'Università Suor Orsola Benincasa, spiega Marazzi: ´'la continuazione dello scavo dell'abitato, ha permesso di evidenziare ulteriori unità abitative interamente conservate con gli originari arredi, ma in particolare ci si è concentrati sullo studio dei monumentali sesi (dei quali è in preparazione una dettagliata documentazione topografica e architettonica) e, più specificamente su uno di essi, collocato sul mare non lontano dall'abitato di Mursìa, parzialmente conservato e apparentemente ancora inviolato, ribattezzato Sese Rosso per il colore che ne assumono le pietre al tramonto". Il Sese Rosso di particolare rilevanza archeologica poichè su una delle sue celle sono state rinvenute due perle appartenenti ad una collana in cristallo di rocca richiamò già lo scorso anno l'attenzione degli archeologi poiché stava per divenire vittima di sciacalli o di predatori clandestini. Al cantiere, hanno lavorato gli studenti di archeologia dei corsi di laurea triennale e specialistica del Suor Orsola e della Scuola di Specializzazione in Beni Arceologici, i quali, proprio in virtù di tale esperienza didattica, hanno la possibilità di assolvere ai crediti formativi previsti nel loro curriculum studiorum. "Quello con l'Ateneo campano - spiega Tusa Soprintendente del Mare della Regione Sicilia - è un rapporto di collaborazione consolidatosi negli anni, da quando nel 2004 come Direttore del Servizio Archeologico di Trapani ho voluto affidare al Suor Orsola Benincasa ed all'Università di Bologna importanti lavori di scavo sull'isola di Pantelleria".

Infatti il Centro Interistituzionale Euromediterraneo per i Beni Culturali dell'Università Suor Orsola Benincasa, sorge nel 2004 con lo scopo di fungere da diffusione nei paesi del Mediterraneo del know-how delle Istituzioni e delle PMI campane nel settore delle tecnologie applicate ai beni culturali.

Con la missione di quest'anno si è voluto sperimentare tutta una serie di procedure altamente sofisticate per la rilevazione dei monumenti antichi. Assieme all'ASAStudio di Napoli e con la TRERRE di Roma.

Utilizzando diverse tipologie di scanner da campo, per la rilevazione tridimensionale dell'intera area, con le sue abitazioni e le opere murarie megalitiche di difesa. Si sono adoperate nuove forme di fotografia digitale adatte arricchendo così le informazioni dei sistemi informatizzati di controllo territoriale.

Tutto questo ha prodotto la ricostruzione in 3D del Sese Rosso . In maniera da ottenere dati che permetteranno per la prima volta, un accurato studio strutturale di questo tipo di monumento, acquisendo così una serie di importanti conoscenze sulle abilità e le capacità di progettazione architettonica di questi antichi abitanti del Mediterraneo.

Il lavoro svolto permetterà inoltre di diffondere la conoscenza dell'isola nel WEB in una forma che, mantenendo seri criteri di scientificità, potrà far accedere in maniera certamente più accattivante e suggestiva il pubblico al patrimonio unico che offre in nostro Mediterraneo.