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1 Novembre 2004 ARCHEOLOGIA
The Guardian
LIMITARE IL TRAFFICO DEI TURISTI NELLA VALLE DEI RE
tempo di lettura previsto 6 min. circa

Gli scienziati americani stanno preparando un progetto che potrebbe presto cambiare il volto della Valle di Re, finalizzato a controllare il turismo, limitare il traffico, ridurre i furti e il vandalismo e perfino alterare la coltivazione sulle rive del Nilo.

Il Supremo Consiglio di Antichità Egiziano ha chiesto ad archeologi, architetti ed ingegneri del Theban Mapping Project – promosso 25 anni fa al solo scopo di ottenere una mappa dettagliata delle 62 tombe e templi di nobili e faraoni sepolti più di 3, 000 anni or sono – a completare un piano per la conservazione della valle per la fine del 2005.

Kent Weeks, professore di Egittologia all´Università Americana del Cairo, ed uno dei principali ricercatori della regione, ha dichiarato ad una conferenza organizzata a Londra dalla Bloomsbury Academy, che le visite di circa 9, 000 turisti al giorno stanno iniziando a distruggere le pitture e i tessuti delle tombe che una volta ospitarono Ramses II, Seti I e Tutankhamun.

"Il risultato sono esperienze scomode e claustrofobiche per i turisti, che tornano a casa sudati e scontenti, e dannose per le tombe che subiscono danni irreparabili" ha spiegato.

Le tombe devono essere illuminate da migliaia di lampadine a 40 watt, che provocano uno stabile aumento della temperatura dei corridoi sotterranei, avvolti per circa 30 secoli nella completa oscurità.

"La rapida e sensibile fluttuazione di temperatura e umidità è l´elemento che provocherà i più gravi danni nel più breve tempo" ha dichiarato il Professor Weeks. "Essenzialmente perché il gesso stesso, a contatto con l´umidità, diventa più tenero, si indebolisce progressivamente, non riesce più a resistere su una parete verticale e cade a terra con tutto il suo peso, perdendo i pigmenti che vi erano applicati. Ci si trova così a dover lavorare con la nuda pietra ed una manciata di pigmenti e fango sparsi sul pavimento."

Il professor Weeks ha iniziato il suo lavoro per il Theban Mappping Project nel 1979. Quel che si credeva di poter realizzare in un poche stagioni di lavoro, ha richiesto, fino ad ora, 21 anni.

Nel corso delle ricerche, Weeks è stato anche l´autore di una delle più significative scoperte dell´ultimo secolo: la cosiddetta KV5 – King Valley 5 – la tomba dei figli di Ramses II (vedi news correlata).

La Valle dei Re è attualmente uno dei più grandi siti turistici, e l´Egitto si attende che il numero di visitatori continui a crescere nella prossima decade fino a 14 milioni l´anno. Molti di questi turisti visiteranno Tebe e Luxor, sul Nilo, diverse miglia a sud del Cairo. Il Prof Weeks ed i suoi colleghi programmano di testare una nuova tecnologia basata su diodi ad emissione di luce fredda per illuminare le imponenti tombe, e l´introduzione di biglietti "a tempo" per limitare il numero di visitatori per ogni tomba.

Il governo giapponese intende poi finanziare un centro di visitatori dal design più discreto, e gli ingegneri vorrebbero spostare i parcheggi, eliminare la strada di Tarmac che attraversa la valle ed al suo posto spargere sulla sabbia polimeri, pietrisco e fondo di roccia calcarea, per offrire una superficie di lunga durata che potrebbe simulare l´aspetto delle antiche strade del deserto. Gli scienziati hanno anche richiesto di poter dare inizio ad un progetto per proteggere i circa 40 templi mortuari oltre la valle, ai confini delle aree coltivate di Tebe.

"Di questi 40 templi, solo quattro si possono dire in condizioni relativamente buone. Gli altri 36 sono sull´orlo dell´annichilimento, come conseguenza di costruzioni selvagge di edifici e strade, pratiche agricole, aumento del livello delle acque, furti e vandalismi; e se in alcuni casi rimane così poco di essi è perché sono stati usati per secoli come fonte di materiale da costruzione – tanto che non si è più nemmeno in grado di individuarli."

Gli antichi costruttori egizi spesso innalzavano monumenti imponenti su fondazioni relativamente fragili. Grandi statue e templi che per migliaia di anni sopravvissero alle piene annuali del Nilo, sono attualmente in via di distruzione per le pratiche di irrigazione dei campi di canna da zucchero. Il prof. Weeks è al lavoro con i responsabili delle politiche agricole per individuare nuove tipologie di coltura o nuove tecniche di irrigazione per far calare il livello delle acque.

I ricercatori stanno anche lavorando con ingegneri idrogeologici per deviare i catastrofici allagamenti che si verificano circa una volta ogni secolo.

"Quando le precipitazioni raggiungono diversi millimetri di pioggia in pochi minuti, il terreno non riesce a drenare l´acqua, e questa lambisce il fianco della collina e lo erode; si può immaginare quale possa essere l´impatto di migliaia di litri d´acqua che portano con sé tonnellate di sabbia e pietra e detriti.

"Questo è il modo in cui, negli ultimi 3, 000 anni, la maggior parte delle tombe della Valle è stata danneggiata da questo genere di inondazioni. Però possiamo evitarlo. Non possiamo prevenire le piogge, certo, ma da un´adeguata valutazione dell´inclinazione e pendio dei percorsi, possiamo deviare questi flussi dall´entrata delle tombe e fuori dalla valle prima che causino dei danni."

LA MALEDIZIONE DEI PREDATORI DI TOMBE

Si credeva si trovasse in un luogo sicuro. Nascosta nelle profondità di una valle solitaria, la Valle dei Re fu progettata dai faraoni per preservare le loro mummie e ricchezze per l´eternità. E´ quasi un´ironia pensare che a circa 3, 000 anni di distanza le tombe, profonde nel cuore della montagna, sIano diventate una delle più popolari attrazioni turistiche del mondo.

La Valle dei Re, parte dell´antica città di Tebe, fu sito sepolcrale per quasi tutti i re delle XVIII, XIX e XX Dinastia, che regnarono dal 1539 al 1075 a.C. La maggior parte delle camere sepolcrali sono state depredate in antichità, molte dai successori dei proprietari, come anche dagli operai che vi lavorarono.

L´esplorazione della Valle è stata intrapresa a partire dall´inizio del secolo scorso, quando più di 30 tombe e fosse seplocrali sono state ripulite. Ma per avere l´attenzione del mondo si dovette attendere la scoperta, nel 1922, della tomba del re ragazzo, Tutankhamun, da parte dell´archeologo inglese Howard Carter, che portò con sé il mito della maledizione dei profanatori di tombe. Al momento della scoperta il canarino di Carter fu ingoiato vivo da un cobra. Per le guide locali, l´implicazione era chiara. Il re ragazzo, la cui maschera d´oro funebre era modellata sul serpente, era determinato a vendicarsi con chi osasse turbare il suo riposo.

Il mito fu rafforzato dalla morte, nei mesi successivi, di Lord Carnarvon, il patrono di Carter. Si dice che quando cadde a terra, in preda al delirio, gridava: "Un uccello mi graffia la faccia!". Al momento della morte, è stato detto, tutte le luci del Cairo misteriosamente si spensero. Leggenda a parte, uno studio recente ha chiarito che la maggior parte dei 25 occidentali presenti quando la tomba fu aperta vissero indisturbati per un´età media di 70 anni.