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28 Settembre 2009 ARCHEOLOGIA
il Resto del Carlino
Astrologia celeste e oroscopi dettati dal diavolo
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L´OFFERTA va riorganizzata, per catturare l´attenzione di turismi ´specializzati´ e a tema. Questa la scelta di sempre dell´Unione di prodotto ´Città d´Arte, cultura e affari´, questa la linea seguita da Provincia e Comune di Ravenna quando si sono posti come capofila di una nuova iniziativa che valorizza il patrimonio archeologico della regione. L´azione di marketing fatta partire insieme ai Comuni di Ferrara, Modena e Rimini, e le Province di Ferrara e Modena è stata presentata ieri mattina dali assessori provinciale e comunale al turismo, Libero Asioli e Andrea Corsini; e dal presidente dell´Unione di Prodotto, Mario Lugli. Sono stati realizzati un folder, in duecentomila copie; e un opuscolo di 16 pagine, cinquantamila copie, intitolati ´Viaggio nell´archeologia dell´Emilia Romagna. Percorso in 4 tappe dall´età del bronzo all´oro dei mosaici bizantini´. Trentamila copie dell´opuscolo sono state allegate al numero di settembre dell rivista specializzata ´Archeologia Viva´; diciemila saranno distribuite tramite GirAtlantide nelle scuole; e le altre diecimila sono a destinate a fiere e convegni.

«L´OBIETTIVO – spiega Libero Asioli — è la promozione dei siti archeologici dei territori di Ravenna, Rimini, Ferrara e Modena, destinazioni d´eccellenza nell´ambito della proposta di turismo culturale con particolare riferimento proprio all´acheologia, per la ricchezza del patrimonio in grado di determinare la scelta della destinazione. Per questo l´Unione di prodotto Città d´arte, ha investito settantamila euro. Ogni socio pubblico ha contribuito con una quota di cinquemila euro». L´assessore Corsini anticipa alcuni dati che mostrano quando il turismo d´arte possa funzionare: la città ha registrato in agosto un aumento del 20 per cento nelle presenze, la mostra ´Otium ludens´ ha raccolto 38.000 visitatori. «Con l´apertura del Museo archeologico di Classe, prevista nel 2011 — commenta — Ravenna diventerà una destinazione di primo piano nel mercato del turismo archeologico internazionale, arricchendo così l´appeal e la competitività di tutta la provincia». I segnali di come questo in realtà stia già avvenendo si sono riscontrati con il primi due giorni di apertura del Palazzo della Provincia. Oltre mille ravennati hanno visitato la cripta Rasponi e i giardini pensili. «L´impegno a far sì che tutto il Palazzo della Provincia venga restituito alla comunità provinciale — commenta il presidente Francesco Giangrandi — proseguirà anche nei prossimi mesi in cui saremo impegnati per completare gli arredi e le strumentazioni per la sala Nullo Baldini».