Sul litorale laziale a nord di Roma si è conclusa la settima edizione del Campo di tutela ambientale, organizzato dall' associazione Scuba Time di Roma con la partecipazione della Regione Lazio.
L'edizione 2009 si è svolta nel mese di luglio ed ha visto la partecipazione della cattedra di Archeologia Subacquea della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell' Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.
La manifestazione è riuscita nell'obiettivo prepostosi che era quello di valorizzare un tratto di costa ricco di cultura e testimonianze storiche che però sono scarsamente conosciuti.
A pochi chilometri da Roma, infatti, esistono luoghi di elevato interesse archeologico sconosciuti al grande pubblico, pieni di fascino e di suggestione, meritevoli d'entrare a pieno titolo in uno dei romanzi di Valerio Massimo Manfredi.
E' questo il caso del Castello di Santa Severa, sorto sul sito dell'antica città etrusca, e poi romana, di Pyrgi.
Nelle acque antistanti, nell'area occupata dall'antico porto, è stata condotta una campagna di ricognizioni ed esercitazioni archeologiche subacquee, dirette dal Prof. Francesco Paolo Arata, che ha visto all'opera un gruppo di studenti e di archeologi dell'Università della Tuscia e della Seconda Università di Roma - Tor Vergata.
Lo scopo della campagna, condotta in accordo con la Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale e con la disponibilità operativa del Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza, è stata, oltre a quello di mettere alla prova gli insegnamenti appresi, di effettuare un primo monitoraggio delle presenze archeologiche - già note - nei fondali pyrgensi.
Grazie all'allestimento di un vero e proprio campo subacqueo si è potuto verificate la natura e la consistenza dei moli antichi, realizzati mediante la messa in opera di una massicciata di pietrame; inoltre ha trovato conferma la vistosa erosione costiera avvenuta subito a sud del Castello, che ha comportato la distruzione di parte delle mura poligonali del castrum romano, di edifici vari e di pozzi, in epoca antica fondati solidamente all'asciutto.
In quest'area dove la concentrazione di evidenze archeologiche è particolarmente estesa sono stati realizzati con l'ausilio dimezzi nautici ed attrezzature subacquee una serie di rilievi archeologici subacquei, propedeutici a future indagini.
Nel tratto di mare antistante il castello sono poi stati sperimentalmente testate moderne strumentazioni funzionanti ad impulsi sonar, che hanno mostrato interessanti potenzialità per la ricerca archeologica subacquea in questo tratto di costa.
A documentare le attività di ricerca è stato realizzato un filmato, fotografie subacquee ed esterne in cui è evidente la partecipazione della Regione Lazio a questo Campo oramai divenuto un vero e proprio appuntamento apprezzato e conosciuto dagli addetti ai lavori e non.
Da sottolineare è il coinvolgimento che la Scuba Time attua ad ogni campo e che quest'anno ha visto la collaborazione alle attività di ricognizione del Museo Civico Archeologico di S. Marinella, diretto dal Dott. Flavio Enei, che proprio nei locali del Castello di S.Severa ha realizzato l'interessante Museo del Mare e della Navigazione Antica.
A supportare gli archeologi anche importanti aziende di settore come la Hummbird che ha messo a disposizione strumenti di ultima generazione in grado di vedere i fondali marini più chiaramente grazie alla tecnologia .....
Una prima fase di monitoraggio infatti è stata effettuata grazie all'utilizzo della tecnologia Sonar Side Imaging in grado di catturare immagini come fossero fotografie.
Sensibili a questo progetto anche la Suzuki, la Tigullio, la Geonav e la Sailornet partner che da anni sostengono la Scuba Time in queste importanti attività di studio.
"La speranza è quella di assicurare a questo straordinario patrimonio ritrovato la giusta conservazione e la fruizione da parte dei futuri visitatori"dichiara Gianluca Rocca Presidente di Scuba Time.
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