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22 Settembre 2009 ARCHEOLOGIA
ANDREA TARQUINI Repubblica.it
Cappuccetto rosso nell'era di Esopo quella favola lunga 2500 anni
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I fratelli Grimm ce la tramandarono, da allora è forse la fiaba più nota del mondo: la bimba va da sola a visitare la nonna, si perde nella foresta, il lupo la precede, divora la nonna e poi lei, ma un cacciatore le salva.

Il tema, eterno e tragico come quello di molte favole, è il pericolo sempre in agguato di violenze contro l'infanzia. La nostra eroina, è chiaro, è Cappuccetto rosso. Ma fino a ieri non sapevamo che la favola è molto più vecchia della versione ottocentesca dei Grimm (ripresa dai racconti di Perrault della fine del settecento): viene narrata le prime volte nell'antica Grecia e grazie a viaggiatori e scambi tra culture, fa il giro del mondo. Cambiando ogni volta particolari: in Cina il lupo diventa una tigre, in Iran la piccola è accompagnata da un ragazzo. Insomma, la piccola Cappuccetto rosso che è servita per addormentare (o spaventare) generazioni di creature, è una mutante che ha attraversato la Storia dell'umanità, si è evoluta come un organismo biologico.

Le rivelazioni su Cappuccetto rosso sono prese sul serio dal quotidiano tedesco Die Welt, che ha dedicato loro l'onore della prima pagina. Lo studioso cui dobbiamo le scoperte, scrive Benedikt Gerst, è Jamie Tehrani, antropologo alla Durham University britannica. Ha appena pubblicato uno studio in cui ha individuato e comparato almeno 35 versioni di Cappuccetto rosso. Lo studioso spiega come l'avventura della piccola che s'aggira sola nel bosco si adatti alle differenti culture. Resta il messaggio di fondo, che è comune: l'infanzia non è un idillio, è un mondo insidiato da mille pericoli.

Finora, conoscevamo solo i tanti nomi di Cappuccetto rosso: Petit chaperon rouge in Francia, Little red riding hood in inglese, Rotkaeppchen in lingua tedesca. O ci ricordavamo della splendida fiaba russa poi messa in musica, Pierino e il Lupo, la cui vicenda ha alcune analogie con il racconto dei Grimm.

La prima versione di Cappuccetto rosso è una favola esopica risalente a 2600 anni fa. Quindi la fiaba è molto più antica di quanto non si pensasse finora: si riteneva che fosse originaria della Francia, e che la prima versione nota, scritta, fosse quella cupa e truce di Charles Perrault del 17esimo secolo. Una versione in cui la ragazzina bimba finisce nel ventre della belva.

"Nel tempo le fiabe hanno subìto evoluzioni come gli organismi biologici, o erano tramandate male e sono state reinventate o riscritte", afferma Tehrani. Ma le analogie restano. In Iran, per esempio, non sta bene che una fanciulla si aggiri da sola in un bosco o altrove, quindi è accompagnata da un ragazzo. In Cina il lupo era un animale poco conosciuto, allora la Cappuccetto rosso locale è attaccata da una tigre. Simili sono le versioni della fiaba elaborate in Giappone, in Corea o in Birmania. E nel mondo delle fiabe tedesco il lupo cerca di divorare anche sette capretti.

Il tema immutato da millenni cui la fiaba allude è sempre la violenza sessuale sui minori. E almeno nella fiaba dei Grimm alla fine la piccola si salva. Ma che succederà alla Cappuccetto rosso del futuro?

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