NEW YORK - William McNeely ne ha visti tanti di morti ammazzati ma un caso come questo proprio no, il corpo che non si trova e i testimoni, beh, anche quelli scomparsi da tanto, troppo tempo. "Cold Cases" li chiamano i detective, un'etichetta così famosa che ha dato il titolo a un serial tv, ma più che freddo è un caso gelido, praticamente ibernato da secoli questo delitto consumato sulla costa del New Jersey, misterioso omicidio (vicino) a Manhattan, anzi a Manna-Hata, l'"Isola delle colline" nella lingua degli indiani che la vendettero per un pugno di perline agli avventurieri olandesi.
Perché di questo stiamo parlando: il primo delitto mai avvenuto nell'area di New York, 6 settembre del 1609, appena quattro giorni dopo l'arrivo della spedizione di Henry Hudson, il navigatore inglese al soldo degli olandesi che in quelle acque a cui darà il nome si era avventurato - novello Colombo - alla ricerca dell'agognato passaggio a nord-ovest per le Indie.
La Grande Mela festeggia il compleanno di Nuova Amsterdam, domani parte la settimana di celebrazioni che culminerà nella grande festa del 13 settembre. Ma nel clima gioioso ecco spuntare la storia della misteriosa morte di John Colman, che di Hudson era uno degli uomini di fiducia, forse l'unico altro inglese in quella marmaglia di sedici olandesi, che non lo amava. Scrive Edward Robb Ellis in quel capolavoro di 40 anni fa che è The Epic of New York: "Il capitano mandò fuori una scialuppa con cinque uomini in ricognizione. Stanchi della vita a bordo, i marinai erano deliziati dalla vista dei fiori e delle piante e dai profumi dolcissimi. Ma gli indiani avevano già cambiato atteggiamento verso quegli strani visi pallidi. Un gruppo di guerrieri su due canoe attaccò quella piccola spedizione composta una barca sola, e nel combattimento che ne seguì un inglese, John Colman, fu ucciso da una freccia conficcata in gola. Fu il primo europeo a morire sulle rive di New York". Davvero già allora per colpa degli indiani?
Negli ultimi tempi gli storici hanno avanzato più di un dubbio su quella idilliaca ricostruzione riassunta anche in un affresco del primo '900 all'Hudson County Courthouse del New Jersey (per la cronaca, il pittore Francis Millet morì in un'altra disgrazia navale: il Titanic...). E così nello stesso anno in cui New York festeggia il più basso indice di criminalità - oltre il 2 per cento di omicidi in meno, è la più sicura tra le metropoli Usa - il capo dei detective cittadini, Michael J. Palladino, convoca un panel di esperti: da un vecchio segugio come McNeely a uno storico come James Ring Adams passando per Joseph A. Pollini, ex capo della squadra "cold cases" della polizia. Risultati? Argomenta McNeely al New York Times: "Colman era inglese, la ciurma olandese. Non puoi escludere nulla e nessuno. Dopo il delitto io avrei trattenuto tutti, compresi gli altri marinai feriti nell'agguato. Dicevano che erano stati attaccati dagli indiani: troppo facile. Non so se possiamo parlare già di razzismo: sicuramente gli indiani erano un ottimo capro espiatorio".
Il vecchio detective naturalmente gioca con l'ironia. Ma perché gli olandesi avrebbero dovuto mascherare l'omicidio con un agguato degli indiani, che sicuramente ci fu? Dice Pollini: "Se potessimo esaminare il corpo, capiremmo se fu davvero una freccia a colpirlo o un altro oggetto contundente la cui ferita fu fatta passare per quella di una freccia...". Colman era stato assoldato direttamente da Hudson e non era per niente amato dagli olandesi. Sentimento ricambiato. "Guardando i loro pancioni, temo che questa gente pensi più a mangiare che a navigare", scrisse in una lettera alla moglie due giorni prima di morire. Ecco allora l'ipotesi della vendetta. Confortata anche dal fatto che la scomparsa di Colman favorì sempre più l'ascesa di Robert Juet, un tizio il cui "journal" è l'unica fonte a noi giunta della spedizione, e che in seguito fu protagonista proprio dell'ammutinamento contro il povero Hudson. Certo, anche la morte di capitan Henry, due anni dopo, resta un mistero: ma quella avvenne intorno a James Bay, che oggi è territorio canadese. McNeely e Palladino dovranno farsene una ragione. O presentare una bella rogatoria.
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