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18 Settembre 2009 ARCHEOLOGIA
Mauro Nucci il Resto del Carlino
Sotto terra, i resti di un teatro romano. Individuati da un gruppo speleologico
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Fermo - Un cunicolo, della lunghezza di oltre 70 metri, è stato recentemente rilevato, esplorato e documentato dal Gruppo speleologico Cavità Artificiali del CAI di Fermo. Secondo gli esperti, si tratterebbe di una scoperta che testimonia la presenza di resti del Teatro Romano di Firmum Picenum.

Le condizioni del cunicolo e delle strutture, come il grande muro esterno circolare, versano in condizioni fatiscenti, i muri rimasti corrosi ed aggrediti dalle sostanze vegetali sono informi ed irriconoscibili, così come i resti sotterranei, utilizzati come magazzini e cantine, sono anch´essi in condizioni disastrose: un triste ricordo affidato alla memoria sbiadita del tempo.

"Dei reperti affioranti - testimonia Massimo Spagnoli del Cai - oltre a diverse parti della cinta muraria romana, in parte inglobata in proprietà private, rimane dimenticato il grandioso teatro sul versante nord-orientale della rocca, in completo stato di abbandono. Situato sul fianco del colle, in corrispondenza della spianata del Girfalco, in posizione perché il sole non avesse a dar fastidio agli spettatori, fu eretto sotto il regno di Augusto e restaurato sotto l´imperatore Marco Aurelio.

L´ossatura è ben conservata, si possono osservare la continuazione degli archi delle gradinate, che procedono lungo la Via Teatro antico che conduce al piazzale del Girfalco, mentre sotto la cattedrale appaiono gigantesche costruzioni ed arcate - finisce Spagnoli - la cui magnificenza è completamente nascosta agli occhi dei visitatori".

Lungo la strada adiacente, che conserva ancora le parti più interessanti e visibili, si notano su tutta la curva una solidissima muraglia in opera laterizia di costruzione della scarpata e sulla sommità una grande costruzione dipendente dalla struttura del teatro che, insieme ai precedenti resti versano in un precario stato di conservazione.

Sulla destra di questi, un alto muro relativamente recente, impedisce la vista dei visitatori nella sottostante platea nella quale insistono resti di gradinate presso le quali non è possibile avvicinarsi per una prescrizione privata. All´interno del complesso adiacente all´ex Conservatorio degli Esposti e della chiesa del Carmine si conservano i voltoni che sostenevano le scene insieme alla parte del teatro esposta a valle, lungo l´andamento della costruzione era posto (si può vedere ancora) un ambulacro nel quale insisteva una piccola cisterna epuratoria probabilmente con una fontana alimentata da un acquedotto sotterraneo proveniente dal sottosuolo del teatro.

Una scoperta straordinaria che potrebbe arricchire ulteriormente la già vasta offerta culturale fermana. Il sogno del Cai di Fermo è di vedere quel teatro tornare a nuova vita, mostrarsi in tutto il suo splendore a Fermani e turisti. Sarà la Soprintendenza ai Beni archeologici delle Marche a dover dare su questo una risposta.