Il numero di settembre di Storica National Geographic, in questi giorni in edicola, dedica la copertina ai 2000 anni dalla Battaglia di Teutoburgo del 9 d.C., nella quale i Romani subirono una delle più gravi sconfitte della loro storia, che mise fine all´espansione in Germania e sancì anche il confine politico tra mondo germanico e latino. Un ampio articolo che racconta e rivive passo per passo la battaglia, analizzando cause e conseguenze della disfatta.
Siamo nel 9 d.C. quando Roma riceve una tragica notizia: tre legioni, alcune coorti e alcune ali di cavalleria, più un numero imprecisato di mercanti, di donne e bambini che li seguivano, sono stati massacrati in un luogo remoto della Germania settentrionale da una coalizione di tribù germaniche tra le quali spiccano i Cherusci, la tribù del cervo. Il comandante romano Quintilio Varo si è ucciso per non cadere vivo nelle mani dei Germani, e Arminio, il capo militare dei Cherusci e fino a poco prima alleato di Varo, può irridere il potere di Roma dall´alto di un tumulo nel luogo della disfatta, che sarebbe poi passato alla storia come la Selva di Teutoburgo.
In seguito alla battaglia a Roma non mancò l´analisi, che avrebbe presto portato all´abbandono della politica di espansione nella regione tra il Reno e l´Elba, in corso ormai da trent´anni e di cui Teutoburgo era stato il sigillo estremo. Ma come era stata possibile una simile disfatta? Forse un errore di Varo, tempra più di politico e di amministratore che di generale, che peraltro era stato mandato oltre il Reno con poche legioni per mantenere la pace e organizzare la vita civile, mentre gli sforzi di Roma erano rivolti altrove: in questo conflitto i Romani persero infatti circa 15.000 uomini, tra soldati e ausiliari, dei meno di 20.000 che avevano partecipato a quella spedizione.
Inoltre, la società germanica non era più così rozza e primitiva come solo cinquant´anni prima l´aveva conosciuta Cesare, quindi alla base di questa sconfitta ci fu forse anche un errore di valutazione degli avversari.
La battaglia sancì il confine politico tra mondo germanico e latino, rappresentando tuttora per il nazionalismo tedesco l´inizio della storia della Germania. Per secoli tuttavia le sue dinamiche rimasero sconosciute: sullo scontro per molti anni si è saputo soltanto che si svolse in una località dell´attuale Bassa Sassonia, nella Germania nord-occidentale, tra il 9 e l´11 settembre. Solo recentemente l´archeologia ha aggiunto qualcosa di più a quanto sappiamo dalle fonti, grazie a una serie di ritrovamenti proprio sul sito della battaglia.
DOPO TEUTOBURGO
Teutoburgo mise in primo piano delle crepe strutturali nell´Impero Romano: innanzitutto la difficoltà costante nel trovare sempre nuovi soldati cittadini (come le tre legioni sterminate nella battaglia, tutte reclutate in Italia e mai più rimpiazzate) per una ferma che durava fino a 20 anni lontano dalle proprie attività e da casa.
Un´altra falla nell´Impero, questa volta più di ordine strategico, era rappresentata dal fatto che l´esercito romano non era un esercito di trincea, ma le legioni erano ancora concentrate in campi militari più o meno permanenti da dove si muovevano per operazioni su vasta scala.
La battaglia di Teutoburgo lasciò una ferita aperta per molti anni: nessuna spedizione punitiva restituì mai a Roma il dominio militare sulla Germania, necessario a riprendere la sua espansione verso nord-est.
Fu la diplomazia, strumento migliore delle armi, a tenere a bada i Germani, e Arminio, vecchia conoscenza della disfatta di Teutoburgo, ne fu la prima vittima, perché di lì a qualche anno sarebbe caduto in una lotta fratricida fomentata dai Romani.
L´intero servizio, con immagini spettacolari e l´intera ricostruzione della battaglia, è su Storica National Geographic di settembre.
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